Conclusa la grande parentesi appenninica delle 150 Cime

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Nel quadro dell’iniziativa “150 cime”, gli alpini del Nono Reggimento di stanza a L’Aquila, sono stati impiegati sia sui “loro” monti che sugli Appennini pavesi e alessandrini (con appendice nel piacentino), per un totale di 12 ascensioni, con quasi 8.800 metri di dislivello, nel quadro del modulo movimento in montagna della brigata alpina Taurinense mirato ad accrescere le capacità di vivere, muovere e combattere in quota delle proprie unità.
In terra abruzzese, gli alpini del battaglione multifunzionale “Vicenza” e la 119ª compagnia supporto alla manovra “La nobile” del battaglione alpini “L’Aquila” si sono misurati con le vette più elevate dell’appennino, dapprima sul Gran Sasso d’Italia e successivamente sulla Majella.  In particolare, dopo aver allestito il proprio campo base a Castel del Monte, uno dei borghi più belli d’Italia, nella settimana compresa tra l’11 ed il 18 luglio sono state effettuate le ascensioni sul Monte Brancastello (2385 mt.), su Pizzo Cefalone (2533 mt.) e, infine, sul Corno Grande, vetta più alta ad essere toccata (2912 mt.) al termine di una marcia alla quale ha partecipato anche il Comandante del 9° Reggimento Alpini, Colonnello Gianmarco Laurencig.  Conclusa la prima settimana, la base di compagnia è stata spostata di circa 70 km, a Campo di Giove, piccolo borgo alle pendici della Majella che ha ospitato le penne nere dal 18 al successivo 22 luglio.  Da qui sono partite le marce verso le cime del Monte Tavola Rotonda (2404 mt.), del Monte Porrara (2317 mt.) e del Monte Amaro (2797 mt.), vetta raggiunta alla presenza del Comandante la Brigata Alpina “Taurinense”, Generale di Brigata Nicola Piasente.

Decisamente più a nord, la 93ª compagnia fucilieri “Fai strada”, al comando del capitano Federico Franceschini, è stata impiegata nell’Oltrepò pavese (con un’appendice in Valtrebbia, nel piacentino) e in Val Curone, in provincia di Alessandria. Nel Pavese, dopo aver allestito il campo base a Varzi, nel centro della Valle Staffora, gli alpini della 93ª hanno risalito le cime del Monte Lesina (1724 mt.), del Monte Chiappo (1699 mt.) e della Pietra Parcellara (836 mt.), sulla quale è stata anche apposta una targa ricordo dell’ascensione effettuata, donata dalla locale Sezione dell’ANA, i cui membri hanno partecipato a tutte le attività marcianti e hanno organizzato momenti dedicati al ricordo e diverse cerimonie.  La giornata del 21 luglio, nella quale è stata raggiunta la sommità della Pietra, ha inoltre previsto un “fuori programma” assolutamente significativo: l’accensione dei fumogeni tricolori ha fatto da cornice alla consegna dei gradi ai neopromossi a cura del comandante di battaglione, il tenente colonnello Federico Petrocco.

Dal pavese il battaglione L’Aquila si è spostato dal 23 al 29 luglio in Val Curone, sull’Appennino alessandrino, dove nell’ultima settimana del modulo Movimento in montagna della Taurinense sono state scalate altre tre cime: il Monte Ebro, che con i suoi 1700 metri è il punto più elevato della provincia di Alessandria, il Monte San Vito (750 mt.) e infine alla Croce degli Alpini (800 mt.).
Su ogni cima degli Appennini raggiunta, la lettura della preghiera dell’alpino, il ricordo dei Caduti e la successiva accensione dei fumogeni tricolori.

Ogni località toccata dal battaglione ha visto un’esibizione della Fanfara della Brigata Alpina Taurinense: il 19 luglio, a Campo di Giove, il 22 luglio è stata la volta di Rovescala (Pavia), il 28 a San Sebastiano Curone (Alessandria).  Numerosi anche gli eventi di promozione messi in calendario dall’Associazione Nazionale Alpini: dagli Open Day in cui sono stati esposti i principali equipaggiamenti in dotazione alle Truppe Alpine dell’Esercito Italiano, alle cerimonie di benvenuto da parte delle istituzioni locali.