La Staffetta passa sul Ponte degli Alpini

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l clou della tappa odierna è senz’altro stato l’arrivo della Staffetta sul magnifico ponte di Bassano sul fiume Brenta (progettato dal Palladio), quello della famosa canzone, che fu ricostruito nel 1948 dagli Alpini grazie a una sottoscrizione tra le penne nere, lasciandosi alle spalle la tragedia della guerra e dando avvio alla rinascita. Le Poste dedicarono anche un francobollo speciale all’l’inaugurazione, che avvenne in occasione della prima Adunata nazionale del dopoguerra, che vide l’incontro tra i reduci del ’15-’18 e quelli della Secondo conflitto mondiale. Si trattò di un momento davvero straordinario, come lo descrisse Emilio Faldella nella sua monumentale Storia delle Truppe Alpine: “I reduci si scrollano di dosso dubbie ed incertezze, staccano il cappello alpino dal chiodo che regge il foglio di congedo, e si raccolgono nuovamente attorno alle loro Bandiere, ai loro battaglioni, ai loro gruppi, risorti nella luce del valore e del sacrificio dei Caduti”. Il Ponte di Bassano (o Ponte degli Alpini) sul Brenta, recentemente ristrutturato e perfettamente apprezzabile nella sua architettura progettata dal Palladio, è monumento Nazionale dal 2019. Dal 1928 il ponte, tutto di legno, è dedicato alla memoria delle centinaia di migliaia di soldati (soprattutto Alpini) che durante la Prima Guerra Mondiale, attraverso il ponte salivano sull’altopiano dei Sette Comuni, teatro di sanguinosi combattimenti nella Grande Guerra.

Stamattina a Bassano, il cui gonfalone della Città è decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare, sono stati sistemati quattro cartelli con la scritta Città degli Alpini, sulle vie che portano in centro. Bassano è dal 1887 il nome di un battaglione che tuttora esiste e fa parte del 6° Reggimento Alpini di stanza a Brunico, alle dirette dipendenze del Centro Addestramento Alpino di Aosta (la scuola militare di montagna delle Truppe Alpine dell’Esercito).

A Bassano, nella Caserma “Montegrappa”, nei 150 anni di storia degli Alpini hanno avuto sede numerosi reparti, scuole di formazione ed addestramento. Un’altra Città degli Alpini al 100%, dunque, che ha segnato il passaggio della Staffetta attraverso la mostra itinerante che ripercorre i 150 anni di storia delle Truppe Alpine, la Cittadella delle Truppe Alpine dell’Esercito allestita dal 7° reggimento alpini e 2° reggimento guastatori alpini e l’esibizione della Fanfara della “Julia”.

Al mattino la partenza è avvenuta da un’altra città a forte vocazione alpina: Vicenza ha dato il nome al 2° Reggimento Artiglieria basato a Trento fino al 2015, è oggi il nome del battaglione multifunzionale del 9° reggimento alpini della Taurinense, e fu anche la denominazione del centro addestramento reclute della “Julia” di Codroipo (in provincia di Udine), un luogo che tantissimi Veci ricordano con affetto per avervi trascorso una parte indimenticabile della loro vita.

Da Vicenza la Staffetta è partita dall’ entrata esterna del Teatro Olimpico del Palladio inaugurato nel 1585, il teatro coperto più antico al Mondo. I quattro staffettisti del 2° genio hanno corso insieme a sette alpini del Gruppo Sportivo della Sezione Ana di Vicenza e da quattro ragazzi che lo scorso anno hanno partecipato al campo scuola dell’Ana a Bassano del Grappa e che quest’anno ripeteranno l’esperienza.

La Staffetta, passando in centro da una contrada dedicata a Cesare Battisti, si è diretta verso il santuario della Madonna di Monte Berico, ha reso gli onori ai Caduti ai due monumenti: quello alla Vittoria e quello dedicato ai Battaglioni Alpini, detto anche delle otto aquile. Il monumento, dello scultore vicentino Giuseppe Zanetti, artigliere alpino, costituisce l’omaggio perpetuo al valore degli otto reparti considerati i Battaglioni Alpini “di casa”: Vicenza, Bassano, Val Leogra, Val Brenta, Monte Berico, Sette Comuni, Monte Pasubio, senza contare il 2° reggimento artiglieria da montagna.