Tappa di pianura con l’omaggio al fautore del Corpo

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La decima tappa della staffetta si è corsa tra Vercelli e Novara, città di pianura ma alpine al 100%, lungo un itinerario in cui si iscrive la storia degli alpini insieme a quella dell’Unità d’Italia. I militari del reggimento Nizza cavalleria (1°), che portano le insegne della brigata alpina Taurinense dell’Esercito, hanno corso insieme a quelli dei gruppi sportivi dell’ANA, attraversando subito luoghi come Robbio (nel pavese), Palestro e Confienza – che nel 1859 furono teatri di episodi vittoriosi della seconda guerra d’indipendenza, con la cavalleria e i bersaglieri tra i protagonisti – non senza passare anche davanti alla cascina di Torrione (nel novarese) che fu il quartier generale di Vittorio Emanuele II durante il secondo conflitto contro l’Austria (dove una lapide ricorda tra l’altro che il Re fu nominato dai francesi caporale d’onore degli Zuavi per il coraggio dimostrato in battaglia). Gli Alpini sarebbero nati tredici anni dopo, sempre per mano del sovrano, il quale appose a Napoli la firma sul decreto che istituì il Corpo ideato dal capitano Domenico Perrucchetti e fortemente voluto dall’allora ministro della guerra Cesare Ricotti Magnani, o Magnani Ricotti, come riporta la targa della piazza di Borgolavezzaro, il Comune nel novarese dove nacque il generale e ministro.
 
Il Ricotti, appassionato di montagna (fu tra i fondatori del Club Alpino Italiano), si adoperò in modo decisivo per vincere le difficoltà politiche e burocratiche legate alla costituzione di una nuova specialità dell’Esercito e fu grazie a lui se pochi mesi dopo il 15 ottobre del 1872 – data di nascita del Corpo – le prime quindici compagnie ebbero vita, dando il via alla storia e alla leggenda degli Alpini sul campo, in pace e in guerra. A Borgolavezzaro la staffetta è giunta di corsa per rendere gli onori ai caduti alla presenza degli Alpini novaresi e del Sindaco, prima dell’omaggio alla grande penna che ricorda il generale nella piazza che porta il suo nome.
Borgolavezzaro è equidistante dai due poli dell’ultima tappa in Piemonte, partita da piazza Cavour a Vercelli, dopo la cerimonia dell’alzabandiera organizzata dalla Sezione intitolata ai Fratelli Garrone, entrambi – caso unico nella storia – ufficiali decorati di Medaglia d’oro al valor militare per gesta eroiche nella Prima Guerra Mondiale. Vercelli – ha ricordato il presidente Piero Medri – ha dato i natali anche ad altre figure di spicco, come il capitano Vittorio Varese, anche lui Medaglia d’Oro (per la conquista del Montenero nel 1915), ed Eugenio Palazzi, che secondo uno studio svolto dalle penne nere vercellesi, è da considerarsi il padre di 33, l’Inno degli Alpini, senza contare la figura del beato Secondo Pollo, che fu cappellano militare del 3° alpini in Montenegro.
 

Novara dal canto suo possiede anch’essa tradizioni alpine di valore e di impegno, testimoniate dalle due Medaglie d’Oro appuntate sul vessillo della Sezione ANA guidata da Marco Caviggioli: il maggiore Augusto De Cobelli, comandante del battaglione L’Aquila durante la Guerra di Liberazione, e il capitano Mario Fregonara, caduto sul fronte greco-albanese durante la Seconda Guerra.

L’ultima frazione della decima tappa è partita nel pomeriggio dalla caserma Babini di Bellinzago Novarese, dove si intrecciano passato e presente, visto che è la sede attuale del Nizza Cavalleria (1°), il più antico (fondato nel 1690) dei reggimenti dell’arma a cavallo, unità che vanta diverse decorazioni meritate proprio nelle campagne risorgimentali. Oggi il Nizza – comandato dal colonnello Paolo Scimone – appartiene alla specialità ‘cavalleria di linea’, è dotata di moderne blindo Centauro, e costituisce la pedina esplorante della brigata alpina Taurinense. Prima di partire dalla base, i corridori hanno visitato la Babini e si sono intrattenuti con l’equipaggio di una Centauro appena tornato dall’esercitazione ‘Candelo 22’, dove sono stati simulati scenari operativi realistici insieme ad altre unità della Taurinense. A Novara la tappa si è conclusa con la deposizione di una corona presso il bel monumento ai Caduti nella splendida cornice del centralissimo Parco Allea San Luca (presente un picchetto in armi del Nizza), cui è seguito il passaggio di consegne tra i Dragoni del Nizza e gli artiglieri da montagna del 1° reggimento di Fossano, che inizieranno la tappa di domani. Prima di giungere nel capoluogo, i corridori avevano attraversato Bellinzago, unendosi al lutto cittadino per la scomparsa di Leo Balzaretti, il dodicenne che ha perso drammaticamente la vita domenica scorsa, coinvolto in un incidente stradale mentre era a bordo del pulmino della sua squadra di calcio.