Lago, monti e intrecci di storia

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L’epilogo dell’ottava tappa svoltasi per intero nel Verbano-Cusio-Ossola – terra piemontese di montagne che si affacciano sul lago Maggiore, con cime spettacolari e rigogliose come il monte Zeda – si svolge alla caserma Simonetta, già casa dello storico battaglione alpini Intra e oggi sede del Comando provinciale della Guardia di Finanza. Le storie dei due corpi presentano diversi intrecci: i finanzieri della scuola di Predazzo portano tuttora il cappello alpino, tanto per cominciare, e anche sui fronti della Grande Guerra e della Seconda guerra mondiale battaglioni alpini e della Guardia di Finanza hanno combattuto fianco a fianco. Lo ricorda bene una delle lapidi all’interno della caserma, che evoca la fratellanza in armi sul fronte greco nel 1942, dove il battaglione Intra si guadagnò una medaglia d’argento al valor militare. E sempre a proposito di valore, spicca la medaglia d’oro Attilio Bagnolini (11° reggimento alpini, sempre dell’Intra), caduto in Africa orientale nel 1936, cui è dedicato un monumento a Villadossola (sua città natale) e al quale è intitolato l’edificio che a Torino ospita il Comando della brigata alpina Taurinense dell’Esercito. Singolare figura, quella di Bagnolini, che partì da Intra prendendo volontariamente il posto di un commilitone sposato con figli, a cui sarebbe toccato il fronte africano. L’alpino ossolano sarebbe morto da eroe, difendendo la sua compagnia dal fuoco nemico pur ferito gravemente, imbracciando un’arma pesante e continuando a sparare fino alla fine. A ricordare l’antenato erano presenti oggi due pronipoti di Bagnolini, penne nere anche loro, come vuole la tradizione di migliaia di famiglie.

Di monumenti è stata ricca la tappa odierna, a partire da quello all’alpino ossolano di Domodossola (città medaglia d’oro per la Resistenza) per finire alla statua all’alpino mai tornato eretta a Intra, passando per la Casa della Resistenza a Verbania – dove si è tenuto un momento di raccoglimento insieme al direttore Gianfranco Fradelizio – la scultura a Mergozzo e il mausoleo dedicato a Luigi Cadorna a Pallanza. A onorare la memoria di tutti i Caduti, i presidenti e gli alpini delle Sezioni dell’ANA di Domodossola (Giovanni Grossi), Intra (Angelo Albarella) e Cusio-Omegna (Giancarlo Manfredi), realtà molto attive nell’articolata provincia. Insieme a loro i genieri alpini del 32° reggimento della Taurinense, guidati dal loro comandante, il colonnello Alberto Autunno. Il 32° è il reggimento che ha condotto l’operazione ‘Luto’, che ha interessato per tre mesi tra il 2020 e il 2021 anche la provincia Verbano Cusio Ossola, con la rimozione complessiva di migliaia di metri cubi di detriti dagli alvei dei principali fiumi e torrenti, avvalendosi della collaborazione della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini. Un’operazione che si iscrive nel registro della tutela del territorio e della sicurezza dei cittadini offerta dall’Esercito Italiano, al pari di quella della bonifica dei residuati bellici in tutto il nordovest.

Tornando alla staffetta, tra i membri di spicco di oggi figurano il maresciallo ordinario Federica Grimaldi, giovane comandante di plotone al 32° di Fossano e madre della piccola Vanessa, e il vecio Giacomo Gambarri, classe 1941, in forza al gruppo sportivo dell’ANA di Domodossola. Insieme ad altri otto corridori hanno percorso le frazioni Domodossola-Villadossola, Mergozzo-Fondo Toce e Suna-Intra, le ultime due sullo splendido lungolago, che ha offerto una magnifica vista sulle isole Madre, Bella e dei Pescatori. Costante lungo il percorso la presenza di cittadini e alpini, questi ultimi anche protagonisti di un bel gesto a Calice, dove il gruppo locale ha dato ristoro ai corridori, che hanno percorso i 47 km della tappa (compresi i trasferimenti) in una giornata di sole con temperature di oltre 30 gradi.