Il Museo Nazionale del Risorgimento racconta come gli italiani divennero Nazione

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Sono stati circa 1.500 gli alpini che nei giorni dell’Adunata nazionale a Torino hanno visitato il Museo Nazionale del Risorgimento, il più antico e il più noto tra i musei di storia patria italiani, l’unico che abbia la qualifica di “nazionale” per la sua importanza, ricchezza e rappresentatività delle collezioni. Proprio qui nei giorni dell’Adunata, nella splendida cornice della Sala Codici, si è tenuto l’incontro tra il presidente Corrado Perona e il Consiglio Direttivo Nazionale con i presidenti delle oltre 30 sezioni dell’ANA nel mondo.

 

Il Museo ha riaperto quest’anno, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, dopo un completo riallestimento che lo ha trasformato in una delle realtà museali all’avanguardia in Europa. Ad inaugurarlo il 18 marzo scorso c’era il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, proprio per sottolineare l’alta funzione che il Museo esercita come deposito della memoria della nazione, fin dalla sua nascita, avvenuta nel 1878. Il nuovo allestimento accompagna il visitatore in un lungo viaggio che parte dalla rivoluzione francese e si conclude alla prima guerra mondiale: 30 sale, ognuna caratterizzata da un colore, per raccontare come gli italiani divennero nazione. Sono esposti 2.579 pezzi tra oggetti, quadri, uniformi, bandiere, medaglie, armi, manifesti.

Da non perdere, durante la visita, la ricostruzione con i mobili originali, della camera in cui morì Carlo Alberto ad Oporto nel 1849, lo studio e la carrozza di Cavour, i cimeli di Garibaldi, la cella di Silvio Pellico allo Spielberg, le sale affrescate e naturalmente l’Aula del Parlamento Subalpino, interamente restaurata, e quella del Parlamento Italiano, che ospita i grandi quadri dell’epica del Risorgimento. La “messa in scena” del nuovo Museo è stata affidata all’architetto Richard Peduzzi, già direttore dell’Accademia di Francia a Roma, mentre l’allestimento storico è stato curato dal prof. Umberto Levra. È un museo per tutti, perché racconta la storia di Torino, del Piemonte, d’Italia e d’Europa e sa raccontarla al grande pubblico come ai più attenti studiosi.

I visitatori possono infatti scegliere tra percorsi differenziati (standard, breve e di approfondimento), a seconda del tempo a disposizione e dell’interesse di ciascuno. Lungo il percorso poi ci si potrà fermare per seguire i documentari che approfondiscono i temi trattati nelle varie sale oppure sostare nella comoda sala cinema per vedere dei film sul periodo risorgimentale. Grande attenzione è stata poi riservata alle persone diversamente abili: tutti gli spazi sono accessibili e privi di barriere architettoniche e specifici percorsi sono loro dedicati.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito del museo all’indirizzo www.museorisorgimentotorino.it