Don Gnocchi e la sua eredità agli alpini: fare del bene

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Qui non ci sentiamo ospiti, ma parte della famiglia di questa comunità cittadina e cristiana di Latina. Grazie da parte della bella e meravigliosa famiglia degli alpini . L’arcivescovo ordinario militare monsignor Vincenzo Pelvi ha così iniziato la sua omelia nel corso della celebrazione della Messa, sabato pomeriggio sul sagrato della chiesa di San Marco, gremita di alpini, mentre in tutto il resto della città era in corso la festa con suoni di fanfare e canti.

Concelebrava con il vescovo di Latina, monsignor Giuseppe Petrocchi, monsignor Bazzari, presidente della Fondazione don Gnocchi e numerosi cappellani militari giunti al seguito degli alpini. Accanto all’altare da campo, il Labaro, in prima fila il presidente Corrado Perona con il Consiglio direttivo nazionale, il gen. Primicerj, il prefetto Frattasi, il sindaco Zaccheo e le altre autorità cittadine.

Il vangelo di Giovanni, con la parabola della vite e dei tralci, si confaceva con la solidarietà espressa dagli alpini ed esaltata dall’ordinario militare, che è ricorso alla figura di don Carlo Gnocchi, il cappellano la cui proclamazione a beato avverrà in piazza Duomo a Milano il prossimo 25 ottobre, il quale ha lasciato una splendida eredità agli alpini: fare del bene a chi soffre . Ed è quanto fanno gli alpini delle sezioni e dei gruppi, in Italia e all’estero, punto di riferimento di solidarietà.

Pubblicato sul numero di giugno 2009 de L’Alpino.