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Il Coro Ana Milano in concerto il 27 novembre per presentare il nuovo Cd


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Cosa spinge una major discografica come la Decca a registrare un repertorio inconsueto per le grandi etichette discografiche? Tutti noi abbiamo nella mente e nel cuore i canti della tradizione alpina e militare. Non era raro, fino a qualche anno fa, imbattersi la domenica sui sentieri di campagna in gruppi di escursionisti che intonavano queste melodie, o passare qualche ora la sera a cantare cori che ormai sono parte integrante della nostra tradizione. Ancora oggi del resto questi cori sono familiari a giovani e anziani.

Ma questi cori sono molto di più di stupende orecchiabili melodie splendidamente armonizzate. Sono parte della storia italiana, episodi di vita vissuta, di sofferenze, espressione di ideali e di sentimenti forti, di tanti sacrifici dei nostri padri di cui possiamo e dobbiamo sentirci orgogliosi.

“La mia bela la mi aspeta” non è solo una selezione di canti. È una scelta ragionata, all’interno di un patrimonio vastissimo, per un excursus che va dalla fine dell’Ottocento (Mamma mia vienimi incontro), alla Grande Guerra, a tante missioni per arrivare alla fine della seconda guerra mondiale, episodio con cui per fortuna si conclude l’attività bellica di un corpo storico come quello degli alpini, che oggi si occupa di missioni di pace o umanitarie, sempre presente quando occorre in Italia e all’estero e sempre vicino alla gente comune, a chi ha bisogno.

Un viaggio nella storia, ma anche nei sentimenti di giovani che, seppur strappati all’improvviso alla vita di tutti i giorni e catapultati in realtà terribili e sconosciute, mantenevano saldi i propri valori e i propri ideali. Certo, da questi canti traspare la dura realtà della guerra, con tutto ciò che ne consegue, ma un fil rouge attraversa tutte le melodie: è la mancanza dei propri cari, soprattutto delle fidanzate, la malinconia per l’assenza degli affetti più intimi. Di qui la scelta del titolo dell’album, a sottolineare che i soldati, anche i più arditi, erano sempre uomini, con la loro forza e con le loro debolezze.

Per questa incisione Decca ha scelto, dopo lunghe ricerche, un coro storico e importante: quello dell’Associazione Nazionale Alpini di Milano, diretto da Massimo Marchesotti. Una vera garanzia di fedeltà e integrità per questo repertorio che interpretano da decenni, un ensemble che degli alpini conosce non solo le tradizioni musicali, ma in primo luogo i valori, un modo di essere che si traduce in un modo di cantare. Le armonizzazioni, scelte con cura, vedono autori importantissimi: uno fra tutti Arturo Benedetti Michelangeli, notoriamente molto appassionato di questo repertorio.

Il cd è arricchito dalle note di Aldo Cazzullo, prestigioso scrittore e giornalista del Corriere della Sera, e da numerose foto storiche di archivio. “La mia bela la mi aspeta” si propone quindi di portare al grande pubblico musiche e testi importanti interpretati al meglio delle attuali tecniche.

Il Coro Ana Milano si esibirà in concerto con “La mia bela la mi aspeta” domenica 27 novembre 2016, ore 20.30, presso l’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo - Largo Mahler. Biglietto intero 15 euro; ridotto 10 euro, acquistabili presso l’Auditorium o su www.vivaticket.it

Nell’occasione sarà presentato il Cd “La mia bela la mi aspeta - Canti degli alpini e militari 1896-1943 su etichetta Decca, in uscita in tutti i negozi e su digitale dal 18 novembre 2016. Info su www.coroanamilano.it

  13/10/2016

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