Vincono Bellardini e la sezione di Trento

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    I preparativi e l’attesa per il 44º Campionato di slalom gigante erano da tempo nel cuore e nelle braccia degli alpini di Colere, guidati da Giacomo Belingheri: in paese, imbandierato a festa con i tricolori che abbellivano balconi e ringhiere, non si parlava d’altro da due settimane. Dopo una notte stellata e fredda, l’alba ha accolto sulle piste di gara preparate e tracciate con grande maestria dalla squadra di tecnici diretta da Francesco Belingheri e da Ettore Grassi, i 357 iscritti di 34 Sezioni.

     

    Mentre gli atleti erano impegnati nella ricognizione, il pubblico ha occupato la platea della pista Bretella in località Polzone a quota 1.500 metri, dove era stato allestito un ristoro. L’inizio delle gare è stato dato contemporaneamente sulle piste Presolana e Bretella , tra acclamazioni e tifo da stadio. Una vera ovazione ha salutato il nuovo campione italiano, Daniel Bellardini, della sezione di Brescia, che ha messo tutti in fila, a partire dal campione uscente, il bergamasco Francesco Santus, che aveva vinto le due ultime edizioni e che ha dovuto abdicare proprio sulle piste di casa. Terzo Massimiliano Polatti della sezione di Tirano.

    Il trofeo Ugo Merlini è stato vinto per la sesta volta consecutiva dalla sezione di Trento che ha staccato la sezione di Bergamo per una manciata di punti; terza la sezione di Belluno. Per la cronaca quattro categorie su dieci (A1, A4, B1, B2) sono state vinte dalla sezione di Bergamo; mentre ne hanno vinte una a testa le sezioni di Brescia (Seniores), Cadore (A2), Trento (A3), Sondrio (B3), Belluno (B4) e Domodossola (B5).

    Nel primo pomeriggio si sono svolte le premiazioni presso il Parco degli Alpini di Colere, presenti il vice presidente nazionale Cesare Lavizzari, il presidente della sezione di Bergamo Antonio Sarti, i consiglieri nazionali Alfredo Nebiolo, Ettore Superina e Onorio Miotto, il coordinatore nazionale dello sport Daniele Peli, il componente della commissione sportiva nazionale Dino Perolari e il responsabile sportivo della sezione di Bergamo Massimo Gotti.

    Una menzione particolare è stata fatta per il concorrente meno giovane, l’ultraottantenne Giancarlo Boggian (classe 1926), della sezione di Domodossola, che ha ricevuto il Trofeo Fiorino Bettineschi . Premiata anche la Sezione più lontana, con il trofeo Gruppo alpini Colere , consegnato dal capogruppo alla sezione Abruzzi, con la promessa di una visita da parte dei coleresi nella loro terra martoriata e con l’offerta di aiuto e solidarietà.

    In chiusura i ringraziamenti del capogruppo di Colere Giacomo Belingheri a quanti hanno animato e contribuito alla buona riuscita della 44ª edizione del campionato: il gruppo dei giovani magistralmente pilotati dal referente sportivo Aronne Belingheri, gli sponsors e i partner che hanno sostenuto l’evento, tra cui il Comune di Colere, la Comunità montana di Scalve, lo Sci club Colere Valdiscalve e la pro loco.

    CLASSIFICHE

    • Seniores e Master A1: 1º) Daniel Bellardini (sezione di Brescia); 2º) Francesco Santus (Bergamo); 3º) Massimiliano Polatti (Tirano); 4º Moritz Micheluzzi (Belluno); 5º) Gian Mauro Piantoni (Bergamo).
    • Master A2: 1º) Roberto Siorpaes (Cadore); 2º) Bruno Zanet (Trento); 3º) Andrea Rossi (Bergamo).
    • Master A3: 1º) Luigi Gandini (Trento); 2º) Massimo Baio (Lecco); 3º) Guido Galbusera (Sondrio).
    • Master A4: 1º) Martino Belingheri (Bergamo); 2º) Sergio Depaoli (Trento); 3º) Enzo De Biasi (Feltre).
    • Master B1: 1º) Gianfranco Savoldelli (Bergamo); 2º) Franco Marchi (Trento); 3º) Fulvio De Bortoli (Feltre).
    • Master B2: 1º) Francesco Nicoli (Bergamo); 2º) Antonio Giacomelli (Cadore); 3º) Giordano Sorarù (Belluno).
    • Master B3: 1º) Oreste Peccedi (Sondrio); 2º) Celestino Pallaoro (Trento); 3º Sincero Pra Levis (Belluno).
    • Master B4/B5: 1º) Silvio Valt (Belluno); 2º) Luigi Amigoni (Bergamo); 3º) Liliano Romio (Pisa Lucca Livorno).
    • Trofeo Ugo Merlini : 1º) Trento (1487 punti); 2º) Bergamo (1435); 3º) Belluno (1267); 4º Sondrio (964); 5º Verona (890).

    Pubblicato sul numero di maggio 2010 de L’Alpino.