VICENZA “MONTE PASUBIO” – Le mascherine di Costabissara

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    Non era possibile restare con le mani in mano! Non è nella natura alpina restare a guardare inerti o peggio… inermi. E se ciò è molto difficile per un alpino qualsiasi, risulta addirittura impossibile per due alpini come Attilio Marcon e Gigi Telve. Se poi “a quei due” si affiancano le donne del gruppo “Amiche del filò” e la direzione lavori di Nereo Pilastro, ecco che l’alchimia è fatta! Come in una reazione chimica, gli elementi combinati insieme reagiscono producendo magici composti fatti di solidarietà, di generosità e di amor patrio. Il tutto condito con un po’ di gioia e di letizia, il che non guasta mai.

    Ci riferiamo ovviamente ai terribili momenti del recente blocco sociale imposto dalla pandemia virale. Il vulcanico Attilio pensa che, forse, possa essere messa in piedi una produzione domestica di mascherine ed il reattivo Gigi risponde fornendo stoffe di vario genere e colore in grande quantità. Ma a chi affidare la produzione effettiva dei manufatti? Nereo indica le fantastiche amiche del Filò ed i tre non fanno a tempo a racimolare il materiale che le donne, dirette da Federica Zanotto, sono già al lavoro prima con la testa e poi con le mani. Hanno prontamente schematizzato e analizzato il problema. Non solo!

    Lo hanno in qualche modo anticipato e superato, intuendo che la produzione avrebbe dovuto prevedere diverse tipologie di mascherine sia per forma che per colore, nonché di misura e fantasia (ad esempio per i bimbi) arrivando a produrre modelli per portatori di apparecchi acustici. Mani di fata, ingegno nostrano! Ovviamente la produzione sarebbe stata indirizzata alla gratuita beneficenza accettando in cambio libere donazioni che sarebbero state interamente devolute alla Fondazione San Bortolo in aiuto agli ospedali, ai medici e paramedici. Il Capogruppo Fabio Piaserico non ci pensa su due volte e avalla il progetto; la macchina si avvia: gli alpini procurano la materia prima, le amiche del filò affinano la produzione e le ordinazioni fioccano! Tutto a meraviglia.

    In poco tempo vengono prodotte molte centinaia di mascherine, piccole e grandi, colorate e total-black, per adulti e per bimbi, mimetiche e glamour. Qualcuna addirittura in pendant con altri capi di abbigliamento. Il tutto lavorando da casa, in isolamento fisico, secondo le norme vigenti. Ma non basta: alcune giovani signore del Filò hanno voluto contribuire dando un tocco patriottico al confezionamento delle mascherine con l’aggiunta di un fiocco tricolore in ogni confezione. In pochi giorni, con grande impegno, con serietà e anche con allegria (la pandemia si sconfigge anche con una sana attività anti depressiva!) sono stati raccolti più di tremila euro da donare all’operoso ospedale San Bortolo, il vero baluardo della nostra salute, la trincea di prima linea contro il virus! Federica, Bruna, Rita, Stefania, Mary, Ivana, Katia, Luisa, Rosanna, Martina questi i nomi delle amiche alle quali è andato un grande, sincero, sentito e riconoscente grazie.

    Ancora una volta le donne alpine hanno dato una sana lezione di impegno e di ingegno ai rudi alpini, per la verità un po’ frastornati da una situazione per loro troppo nuova. Affinché non si pensi che questa iniziativa sia stata una isolata attività di pochi volonterosi e volenterose, ma la si inquadri correttamente nell’ambiente e nel paesaggio ove i gruppi operano, è giusto sapere che tutto l’ambito alpino della zona Castellari-Alto Bacchiglione ha partecipato con una raccolta fondi, comunque destinati alla Onlus San Bortolo, che fin dai primi giorni di blocco ha raccolto oltre seimila euro, da sommare a quelli simpaticamente prodotti dalle Signore delle mascherine.

    Nicola Cozza