Verona alpina

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    Un’invasione pacifica di penne nere. Ed è stato proprio in nome della pace che la sezione veronese dell’Associazione Nazionale Alpini ha sfilato durante il raduno del Triveneto in programma dal 12 al 14 settembre a Verona. Uno striscione con le parole: “Dalla storia un monito… pace” ricorda che l’approssimarsi del centenario della Grande Guerra, è un’occasione per condannare ancora una volta la follia della guerra.

    Circa centomila persone, tra alpini, parenti e amici hanno raggiunto la città di Giulietta e Romeo per non mancare all’appuntamento della grande sfilata delle 25 Sezioni del Triveneto e dei reduci, a precederli il Labaro dell’ANA. Per tre giorni Verona è diventata la capitale delle penne nere.

    Tutto è andato per il meglio grazie all’impegno di centinaia di volontari, alla collaborazione delle Istituzioni e al contributo degli sponsor. “Ma è ancora troppo presto – ha detto il presidente dell’ANA di Verona Luciano Bertagnoli – per stilare un bilancio ufficiale. Possiamo solo dire che i numeri confermeranno sicuramente le impressioni e le bellissime sensazioni che abbiamo vissuto in occasione di questo appuntamento. Chissà se tra qualche anno potremmo riavere un’Adunata nazionale a Verona…”. Sognare non costa nulla.

    Sono state le fanfare, venerdì sera, ad aprire ufficialmente la tre giorni di celebrazioni in concomitanza con l’importante ricorrenza del centenario della Grande Guerra. E sempre venerdì, nelle chiese del centro, veronesi e turisti hanno potuto assaporare un assaggio del grande concerto in programma il giorno successivo in Arena, con le esibizioni dei cori a San Luca, San Nicolò e Santi Apostoli. Sabato mattina, dopo l’alzabandiera di fronte alla targa del 6° reggimento di piazza Bra, inaugurata esattamente 90 anni fa, la delegazione alpina della sezione veronese è stata ricevuta in Comune dal sindaco Flavio Tosi. Nel pomeriggio, in un’arena gremita, il vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti ha celebrato la Messa e ha elogiato l’altruismo degli alpini. “Avete un forte senso d’appartenenza che non è autoreferenziale – ha detto il vescovo – e su di voi si può fare affidamento fino al sacrificio.

    Operate per la pace e per la giustizia ed è verso i vostri valori che i giovani dovrebbero guardare per trovare validi riferimenti”. Parole apprezzate anche dal presidente nazionale dell’ANA Sebastiano Favero che la mattina era stato al sacrario di Redipuglia per ascoltare le parole di papa Francesco: “In momenti come questo è fondamentale l’esempio che si dà ai giovani. Bisogna anche saperli educare a dire signorsì, per questo che perseveriamo nel proporre l’istituzione di un servizio civile per i ragazzi”.

    In serata all’Arena, davanti a circa dodicimila spettatori, un evento da brividi con il concerto delle mille voci di oltre cinquanta cori provenienti da tutta Italia, accompagnati dalle fanfare alpine di Vicenza, di Verona e della brigata Tridentina. E il pubblico si è commosso quando, accompagnati dagli atleti della “staffetta della memoria” partita una settimana prima da Caporetto, hanno fatto il loro ingresso nell’anfiteatro i reduci. Una serata, un successo che già lasciava presagire il trionfo del giorno successivo.

    Perché la sfilata di domenica mattina è stata un’emozione continua, crescente. Impossibile non rimanere contagiati dall’entusiasmo delle migliaia di alpini presenti in città. Partita puntuale dal ponte della Vittoria, ha percorso le vie del centro fino a piazza Bra, dove attendevano le autorità radunate sulla scalinata di palazzo Barbieri.

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