Una saggezza antica

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    Egregio direttore, le scrivo questa lettera per farle sapere che tra i giovani non è morto l’amore per la Patria. Spero questa notizia porti un po’ di fiducia in quella che è la mia generazione e da parte sua speranza nel futuro, nel sapere che, tra i giovani è ancora viva quella moltitudine di sentimenti che si possono riassumere in “cuore alpino”. Ho solo ventuno anni ma è sempre stato in me forte il legame con i puri eroi dei monti, molte sono state sicuramente le cause che hanno contribuito a inspirare in me tutto questo e sicuramente una di queste è stato il vostro mensile che da tempo a me immemore, ha fatto felicemente parte della nostra famiglia, passato di mano in mano rimaneva sempre in bella vista sul davanzale della cucina e dopo essere diventato obsoleto, ahimè, veniva riciclato nei i più disparati modi, spesso come incarto per l’insalata dell’orto. Altro motivo è stato per certo la lunga tradizione famigliare che partendo dal mio bisnonno, che ha combattuto la guerra d’Etiopia, ha sempre mantenuto fede al Corpo degli alpini. Ultimo motivo sicuramente è essere nato e cresciuto nei luoghi della Grande Guerra. Numerosi sono anche i cd di cori che gironzolano sempre nelle auto della famiglia e ormai le canzoni ascoltate per anni e anni mi sono entrate in testa e ad ogni festa, magari dopo un goccio di vino di troppo, vengono sempre fuori. Tutto ciò mi ha portato ovviamente a tentare di recente un concorso per l’Esercito con ben chiara l’idea di entrare nel Corpo degli alpini; purtroppo sono stato giudicato non idoneo per un difetto oculistico. Non sarà sicuramente questo a farmi demordere sui miei obiettivi e magari dopo un’operazione finalmente il mio sogno potrà realizzarsi. Forse i tempi della naja erano migliori e può essere che qualcuno l’abbia fatta malvolentieri, ma la maggior parte delle persone a cui ho chiesto l’ha fatta serenamente e ne conservano un ottimo ricordo, magari un po’ malinconico di una gioventù passata. Sono di certo a favore del suo ripristino per le utilità sociali, è una scuola di vita in grado di aumentare il proprio bagaglio personale, ma per ora è solo una mera speranza. A mio parere la lotta politica per un ripristino al giorno d’oggi potrebbe anche lavorare per una opzione che comprenda anche le ragazze, data la direzione che la società ha preso, per essere d’esempio una buona volta anche per le altre nazioni europee. Le auguro buon lavoro e sempre e comunque viva gli alpini.

    Giovanni Bettin

    Caro Giovanni, grazie per questo tuo scritto che mi lascia dentro il profumo di uomini d’altri tempi. Non perché tu sia un uomo fuori dal tuo tempo, ma perché dentro di te si sente l’eco di una saggezza antica che altri ti hanno seminato dentro. E sono sicuro che il fascino che tu avverti per le cose belle che ci hai raccontato è condiviso da moltissimi altri giovani come te. Forse quello che manca è solo la scintilla per riaccendere progetti e speranze, spesso travolti sotto la banalità di proposte che non portano da alcuna parte. Auguri amico caro e facci sapere quale direzione prenderanno i tuoi sogni.