Mio nonno Luigi

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    Carissimo direttore, mi sono finalmente decisa a scriverle. Sono Maura, una neo aggregata della Sezione di Bassano del Grappa. Ricevo da qualche mese questa interessantissima rivista in cui posso leggere storie di alpini simili a quella del mio adorato nonno Luigi a cui sono ancora profondamente legata anche se “andato avanti” nell’ottobre del 2018 all’età di 99 anni. Le scrivo perché il mio caro nonno sarà felice di vedersi nominato nella rivista che attendeva sempre con tanta impazienza ogni mese. Apparteneva alla Julia, artiglieria da montagna, e si trovava nella caserma di Belluno durante gli anni della Seconda guerra mondiale, dove ha conosciuto mia nonna Irene, unico e solo grande amore della sua vita. Nel 1943 ha combattuto nelle Campagne di Grecia e Albania. Tornato sano e salvo, per fortuna, dopo l’8 Settembre è diventato un partigiano e ha combattuto sul Grappa. Ha assistito, nascosto nelle abitazioni di fronte, all’eccidio del 26 settembre nel nostro attuale viale dei Martiri. Io l’ho seguito in tutte le sue passeggiate in montagna con gli alpini: abbiamo percorso tutto l’Altipiano di Asiago, il Monte Pasubio con le sue gallerie, la Folgaria ma soprattutto l’Ortigara. Ogni anno siamo saliti in pellegrinaggio sul monte sacro al suo cuore di alpino, che è diventato tale anche per me. All’Adunata del 2008, tenutasi proprio a Bassano, ha sfilato, da reduce, sulla camionetta e l’ho accompagnato, nel maggio 2015, a Vicenza, per partecipare alla cerimonia di consegna, da parte del questore, della Medaglia al valore in ricordo dei 70 anni della fine della guerra. Attendeva con trepidazione il 2019 per poter festeggiare i suoi 100 anni e i 100 anni dell’Ana. Non ce l’ha fatta. Io, però, che ho ricevuto in eredità il suo prezioso cappello, continuo a tenerlo in vita, partecipando, come posso, alle attività organizzate dal Gruppo e continuando a salire, sola, ogni anno, sull’Ortigara. Lassù, solo lassù, nella sacralità di un luogo senza tempo dove si abbracciano cielo e terra, posso incontrarmi con lui…. ci stringiamo forte, recitiamo insieme la Preghiera dell’Alpino e il nonno è vivo accanto a me. Grazie di cuore cari alpini per l’esempio di integrità morale, impegno sociale e forza e determinazione nel perseguire i vostri alti obiettivi che date all’Italia e al mondo intero, soprattutto alle giovani generazioni, che hanno fortemente bisogno di modelli positivi.

    Maura Brian

    Grazie cara Maura di questa lettera. È piena di positività e di vita. Ma è soprattutto il racconto di una lezione pedagogica che ha lasciato tracce indelebili nello spirito con il quale affrontare l’esistenza. C’è dentro il senso del dovere, il coraggio della libertà di coscienza, la forza della memoria e il calore umano tra generazioni. Nella storia, come in tutte le cose, sono sempre le persone a fare la differenza. E tu, al tuo fianco, hai trovato un grande. Vanne fiera e soprattutto portane avanti l’eredità.