Un uomo e un cane: una bestia a sei zampe

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    Come nascono le nostre unit cinofile da soccorso.

    di Giovanni Martinelli

     

    Diventare cinofili, perch?Qual la molla che ti spinge ad avere vicino a te un essere peloso e meraviglioso che comunque ti limita nelle tue libert e ti costringe a prenderti cura di lui?
    Me lo sono chiesto molte volte, credo che nella catena del DNA dei cinofili ci siano sicuramente alcune lettere che scodinzolano felici e che questa anomalia genetica ci condizioni per tutta la vita.
    Nella mia vita un ruolo da protagonista sempre stato svolto da Gloria, nome perpetuato dalle femmine di pastore tedesco che mi sono state compagne sin dalla primissima infanzia. Infatti mio padre, insegnante elementare (e, guarda caso, ufficiale degli alpini), veterinario mancato per cause belliche, ha trasmesso a tutta la famiglia un profondo amore e rispetto per gli animali: l’aia di casa nostra pullulava di diverse specie, dalle cavie da laboratorio ai porcellini d’india, ma il ruolo di regina era affidato a Gloria, la mia prima femmina di pastore tedesco.
    Avevo all’incirca tre anni , era estate e in una cassa di legno dai bordi rialzati, per evitare che gironzolassero, c’erano sette splendidi cuccioli di pastore tedesco. La Gloria si godeva un momento di meritato riposo sdraiata sotto il tavolo in cucina al secondo piano, in contemplazione di mia madre al lavello, quando, nel goffo tentativo di prendere un cucciolo, mi ribaltai all’interno della cassa dalla quale si alzarono i guaiti di tutta la cucciolata schiacciata. La Gloria
    scatt verso l’aia, e anche mia madre, intuendo quale poteva essere la causa del trambusto, si affrett a seguire il cane, che giunto alla cassa, vi balz dentro, strinse la mia maglietta tra i denti e, trasportandomi delicatamente, mi port sulle scale dove al primo piano si incontr con mia madre, mi deposit ai suoi piedi e se ne and dignitosamente. Parve a mia madre di sentire un silenzioso rimprovero: Io ne ho gi sette da accudire, almeno a questo pensaci tu, per favore. Da allora ne passata di acqua sotto i ponti, le esperienze passate in Friuli e poi in Irpinia mi hanno portato a diventare qualcosa di pi di un semplice cinofilo, un cinofilo soccorritore, un cinotecnico, colui che animato da un grande amore per il suo cane capace di mettersi e metterlo a disposizione per un utilizzo in operazioni di soccorso. E cos sono nati i nuclei cinofili da soccorso, catalizzati attorno a persone che ben hanno saputo dosare la passione, la tecnica, l’entusiasmo e lo spirito di servizio un po’ tipico di razza, per noi. Potrei parlarvi per ore del profondo legame che unisce l’uomo al suo ausiliare, ma se mi rivolgo a chi ha gi un cane, sono parole inutili, e chi non l’ha mai avuto difficilmente potr condividere con noi certe emozioni. Stare fermi in montagna, dopo aver camminato a lungo, sul crinale della cima seduti fianco fianco, e mentre osservi tutto ci che ti circonda il tuo cane alza la zampa e te la appoggia delicatamente su di un ginocchio, con molta dignit e forse anche un po’ di pudore ti comunica il suo amore toccandoti. Questo bisogno di contatto, che in natura fondamentale, tra un conduttore ed il suo cane essenziale, serve per rinsaldare giornalmente quel tacito patto, di fedelt ed amore incondizionato, che il cane ha sottoscritto migliaia di anni fa e che non mai stato tradito o rotto, serve per creare veramente un’ unit cinofila da soccorso, quella che io amo definire una bestia a sei zampe con in comune un cervello, un naso ed un cuore. Certamente, tenere efficace ed operativa questa risorsa della natura non un compito semplice, comporta ore ed ore di impegno e presenza, ma i nostri cinofili lo sanno bene, e sanno anche che comunque saranno ben ripagati, anche solamente dallo sguardo carico di tanti significati con il quale il loro cane li osserva. Ma gli anni di impegno svaniscono quasi per incanto quando, al termine di un intervento di soccorso si ha la fortuna di poter restituire ai familiari il disperso, o in alcuni casi si permette di dar loro degna sepoltura. E allora le parole della lettera che una vecchia madre ti invia per ringraziare i cinofili di averle recuperato il corpo del figlio, morto in montagna, restano scolpite nel cuore di tutti noi e sono il premio alle nostre fatiche. Purtroppo la vita emporale
    dei nostri amici ci porta nel tempo a vivere dolorosamente delle separazioni, al termine di una vita di servizio.
    Basta, si dice. E ci si promette di non averne pi.
    Poi inevitabilmente, da una cucciolata parte barcollando un batuffolo peloso con la coda che si agita e ti viene incontro. Tu abbassi le mani e lui appoggia il suo naso umido sulle tue palme, ed fatta, siamo rovinati!!!!! E’ stato siglato un altro tacito patto, ed alloracoraggio…zaino in spalla, la marcia continua.