UDINE – A Moggio con gli Schützen

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    Moggio Udinese ha accolto calorosamente gli alpini che prestarono servizio nella ex caserma Umberto Tinivella. È stato uno momento di festa e condivisione, in cui la popolazione moggese ha dimostrato gratitudine per gli aiuti prestati dalle penne nere in occasione del sisma del 6 maggio 1976.

     

    Nel contesto di questo importante avvenimento sono giunte a Moggio anche le delegazioni delle SwarzesKreuz di Arnoldstein, Villach e Klaghenfurt, accompagnate da una folta schiera di Schützen di Klagenfurt con il loro storico gonfalone. La presenza dei militari austriaci rientrava nell’ambito delle celebrazioni del centenario della Grande Guerra. Una fastidiosa e incessante pioggia non ha impedito lo svolgimento della cerimonia, aperta presso il monumento ai Caduti di tutte le guerre con il picchetto armato che ha reso gli onori al gonfalone del Comune di Moggio, Medaglia d’Oro al Valor Civile.

    Il corteo si è mosso sfilando lungo le vie che portano a Moggio Alto verso il “Cuel dal Rour” con la fanfara della brigata Julia seguita dall’impeccabile picchetto armato, dai vari gagliardetti, le tante autorità – presenti tra gli altri il past president Ana Corrado Perona, i generali Gianfranco Zaro e Bruno Job – e i gonfaloni. Giunti sul promontorio del colle che domina Moggio e la Val Fella i rappresentati dei Comuni di Arnoldstein, Klagenfurt e il gruppo alpini di Moggio hanno deposto le corone al monumento austroungarico.

    È stato un bel momento di fratellanza, come ha sottolineato il sindaco di Moggio Giorgio Filaferro, che ha menzionato il messaggio di pace riportato alla base del manufatto, realizzato nel periodo più cruento della guerra. Ritornati alla caserma Tinivella è stata inaugurata una targa del Comune a ricordo dell’operato degli alpini in favore della popolazione e una composizione artistica in mosaico del moggese Mario Copetti. Sulle due facciate laterali sono state installate due targhe a ricordo delle Compagnie che avevano alloggiato nella caserma. Dopo lo scoprimento delle targhe, Bruno Lucci ha delineato la vita dell’eroe al quale era intitolata la caserma e la storia di quest’ultima. Durante l’incontro non sono mancati momenti di grande commozione.

    Toccante è stato l’abbraccio tra i familiari dello sfortunato tenente Oscar Clemente – deceduto al tempo sul Jouf di Moggio nel vano tentativo di recuperare il suo cappello alpino – e i suoi vecchi commilitoni, Franco Re, Mario Baschirotto e Guido Dellere, che assistettero impotenti all’incidente. Fra i tanti bei racconti di naja, è rimasto impresso quello di Dallere. Durante il periodo delle feste pasquali del 1959, trascorse per ben 16 giorni al servizio di guardia presso la polveriera Pissebus di Tolmezzo. Da buon credente non voleva rinunciare all’Eucarestia pasquale.

    Il parroco gli venne incontro ed esaudì il desiderio. Con i paramenti e l’ostia salì sull’irta scala della garitta di vedetta e gli impartì il sacramento. Non si sa quanti ne abbia detti… ma il parroco si meritava senz’altro dalla guardia armata un presentat-arm.

    Gino Pugnetti