TORINO Crescentino: il gruppo ha 50 anni

    0
    111

    Da anni non si vedeva Crescentino così imbandierata, con tanti tricolori sui balconi e nelle strade in occasione del raduno degli alpini, culminato con la sfilata della domenica. C’e stata l’inaugurazione di un monumento all’Alpino, voluto dalle penne nere locali per i 50 anni di fondazione del gruppo e realizzato anche grazie al supporto finanziario del Comune, della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, e alla generosità della ditta Zanero e Bava, che ha procurato il monolito, trasformato poi in monumento, e provveduto al suo trasporto ed alla posa.

    Il monumento sorge nell’aiuola antistante a quello eretto in memoria della Medaglia d’Oro col. Aminto Caretto, bersagliere e concittadino, a completamento di un’area che ricorda i Caduti di tutte le guerre. I festeggiamenti sono iniziati sabato sera con l’esibizione del coro ANA della sezione di Torino e la proiezione un vecchio filmato della Settimana Incom che mostra l’avventura del concittadino, allora capitano degli alpini, Costanzo Picco, che portò e fissò sulla punta Balmehorn, nel gruppo del Monte Rosa, a 4.170 metri, una pesante statua dedicata al Cristo delle Vette: correva l’anno 1955.

    Domenica alzabandiera in piazza Caretto, alla presenza di autorità civili e militari, poi la S. Messa all’aperto sul sagrato della chiesa parrocchiale, officiata da un padre missionario, già cappellano degli alpini. Durante la funzione è stato benedetto il nuovo gagliardetto, affidato alla madrina Milena Ortello, figlia di Teresa già madrina nel 1956 e mancata l’anno scorso.

    Dopo la deposizione di una corona d’alloro alla lapide ai Caduti, il corteo, preceduto da una enorme bandiera tricolore, si è snodato per le vie cittadine tra gli applausi della gente, accompagnato dalla fanfara Montenero della sezione di Torino. Quindi i saluti delle autorità, la consegna di targhe ricordo e lo scoprimento del monumento e la benedizione alla presenza dei vessilli della sezione di Torino, di Vercelli e di Casale, e di 30 gagliardetti di gruppi alpini. È seguito il rancio alpino. La giornata si è conclusa con l’ammainabandiera.