Terremoto: oltre 3000 giornate lavoro dei nostri volontari accorsi in Molise

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    Mobilitati centinaia di alpini dei quattro raggruppamenti di P.C.


    Al lavoro per garantire la sicurezza delle abitazioni e il transito di pedoni e veicoli.


    L’emergenza Molise è passata. La terra ha continuato a tremare a lungo, ma con scosse avvertite più dagli strumenti che dagli abitanti dei paesi duramente colpiti. E’ in atto la ricostruzione, che ci si augura sia rapida.
    A questa ricostruzione, come del resto avvenne in occasione del terremoto in Umbria, contribuiranno anche gli alpini, giacché la partenza dei nostri volontari da quella terra devastata dal sisma si è svolta all’insegna dell’arrivederci.
    Il contributo dato dagli alpini può essere sintetizzato con semplici cifre: 57 giornate di presenza da parte del 1º Raggruppamento della nostra Protezione civile (con le Sezioni di Genova e Savona); 1019 giornate hanno visto coinvolti gli alpini del 2º Raggruppamento (Sezioni di Bergamo, Bolognese Romagnola, Brescia,
    Como, Lecco, Milano, Monza, Parma, Reggio Emilia, Salò, Varese e infine il CCIO, il Centro di coordinamento d’intervento operativo); 1452 le giornate lavoro del 3º Raggruppamento (con le Sezioni di Bassano, Belluno, Cadore, Cividale, Feltre, Gemona, Palmanova, Pordenone, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Valdagno, Valdobbiadene, Verona e Vicenza) e infine del 4º Raggruppamento, con le sezioni Abruzzi (747 giornate) e Napoli (17).
    In totale sono state effettuate 3292 giornate lavoro.
    Questi i numeri, che non dicono, però, che la giornata di un alpino inizia all’alba e si protrae fino a tarda sera, che il volontario è a disposizione tutte le ore del giorno e della notte laddove è necessaria la sua presenza, una presenza che infonde fiducia, solidarietà, sicurezza.
    Il lavoro degli alpini, come per esempio il magnifico intervento di messa in sicurezza di decine di case a Rotello, comportava una perfetta organizzazione e un grado di preparazione specifica che raramente può essere messo in atto da semplici volontari.
    Lo testimoniano la riconoscenza della gente, gli attestati che vengono agli alpini, il riconoscimento che la nostra Protezione civile riscuote presso la stessa Protezione civile nazionale.



    Ripabottoni, uno dei paesi più colpiti dal terremoto. Gli alpini hanno provveduto a mettere in sicurezza decine di case.