Sugli Amici c’è chiarezza

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    Caro direttore, sono un alpino di Vittorio Veneto e sono anni che volevo scrivere il mio pensiero sulla questione legata al dovere di portare il cappello alpino. Dico subito che a mio parere, che condivido con moltissimi atri alpini, il cappello alpino lo devono indossare solamente coloro che hanno effettivamente svolto il servizio militare nelle Truppe Alpine. Gli amici e gli aggregati non avendo fatto il servizio di leva non devono indossarlo: solo il vero alpino sa quanto è sacro per lui il cappello. Loro saranno bravi, daranno anche nuova linfa alla nostra Associazione con il loro apporto, ma devono adeguarsi a portare un berretto, sia quello norvegese o altri, anche di altri colori, e sfilare non con i nostri Gruppi, ma con un gruppo costituito apposta per loro. Sfilare con uno che non ha fatto un’ora di naja proprio non mi va, non deve essere questa una cosa normale, altrimenti perché facciamo la nostra festa, la nostra Adunata? Voglio collegarmi con questo alla lettera (numero di marzo 2020) di Edoardo Pezzutti della Sezione di Pordenone dal titolo “Ogni cosa ha una fine”. È una lettera che ha messo in risalto tutta la verità e mi domando perché, per quale motivo i nostri dirigenti, da quelli nazionali a quelli di Sezione fino ai Capigruppo, non vogliano prendere provvedimenti definitivi per la questione degli amici e aggregati, e nelle sfilate, da quella nazionale alle altre minori, fanno sfilare lo stesso chiunque con il cappello e la divisa sezionale.

    Tarcisio Piccin, Gruppo Val Lapisina, Sezione di Vittorio Veneto

    Caro Tarcisio, il regolamento è chiaro e te lo riporto testualmente. “Gli amici degli alpini potranno sfilare alle manifestazioni nazionali, sezionali e di gruppo, inquadrati in un unico blocco nelle rispettive Sezioni o Gruppi, indossando il copricapo previsto” (art. 8 ter). Non è specificato se sfilino all’inizio o in coda alle Sezioni, ma la loro partecipazione non è messa in dubbio. Credo che questa loro presenza non sia da vedere soltanto come una specie di riconoscimento-premio. La sfilata è una manifestazione in cui si mostra all’Italia, non solo una storia, ma anche chi sono quelli che operano per il bene del Paese sotto la regia dell’Ana. E senza dimenticare che la loro presenza può rivelarsi assai stimolante perché altri chiedano di entrare a fare parte della nostra realtà.