STORIA DI SONDRIO

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    di Mario Amonini

     

    La suggestiva descrizione che Leonardo da Vinci fa nel Codice Atlantico della nostra terra valtellinese la cornice ideale per inquadrare la figura degli alpini. Gli alti e terribili monti della Voltolina, sono la fonte, la palestra, gli scenari, i fronti su cui sono nati, si sono formati, hanno combattuto e si sono immolati gli alpini di ieri e continuano a misurarsi, naturalmente in modo meno aspro ed impegnativo, i soci A.N.A. oggi.
    I 118 volontari che si sono avvicendati, all’indomani dell’Adunata di Brescia, in oltre 280 giornate lavorative alla ristrutturazione del rifugio Tridentina, ai 2315 metri del Passo della Forcola, costituiscono il sigillo di garanzia di quella continuit storica che ha visto prima la Guardia Nazionale (1866) e poi gli alpini protagonisti su questi terribili monti.
    La sezione Sondrio conta oggi 5.750 soci, molti di pi dell’imprecisato numero che le diede vita il 19 aprile 1922 e dei 377 che si contarono nel 1952, all’atto della ricostituzione dopo il secondo conflitto mondiale.
    Se la forza dei numeri indica la sostanziale salute della sezione, ricercando nella sua storia che si individuano gli organi vitali che hanno determinato la robusta longevit; a cominciare dalle medaglie d’Oro Peppo Perego e Giannino Soncelli ai leggendari Pietro Pedranzini, Giuseppe Dell’Andrino, Tuana Franguel, Caimi, Canclini, Schivalocchi, e poi ancora Silvio Pedrotti, detto Polo, fino alla nobile figura del ministro Ezio Vanoni.
    E, soprattutto, tanti umili ma valorosi ragazzi strappati dai terribili monti per essere inviati in tutti i teatri di guerra che hanno insanguinato la storia patria.
    Se la morfologia e la geografia ci collocano in queste valli un po’ sconosciute nell’intera storia delle Truppe alpine, riecheggiano ancora i nomi dei battaglioni dai nomi incancellabili: Alta Valtellina 1882, btg. Skiatori Monte Ortler 1918, Monte Spluga 1915, Monte Stelvio 1916, Morbegno, 1886, Tirano 1886, Valtellina 1882, Val Zebr 1916 ed il Gruppo di artiglieria da montagna Sondrio.
    Le ultime generazioni possono ancora fortunatamente militare nel Morbegno ma nel cuore di molti lombardi pulsa indomito il motto del Tirano: Mai tardi! Tra lo Spluga e lo Stelvio la sezione valtellinese di Sondrio si compone di 61 gruppi che, sommati ai 17 gruppi della sezione di Tirano risultano 78, quanti sono i Comuni
    della provincia.
    Questa capillare presenza sul territorio si traduce in altrettanta attivit; a seconda della consistenza e del dinamismo del gruppo si organizzano feste locali, partecipazioni a raduni nazionali, interventi sul territorio, recupero sui beni storici talvolta in forma spontanea talvolta in forma organizzata dalla sezione o dalla sede nazionale che trova nel consigliere nazionale Piero Camanni un ideale referente.
    Un paziente lavoro di sensibilizzazione ha consentito di formare ed organizzare un eccellente nucleo di Protezione Civile, che conta oggi 323 volontari.
    Significative e fondamentali sono state le esperienze nel dopo terremoto del Friuli 76, nell’indimenticato Campo 6 di Maiano. Da allora sono progressivamente aumentate le esigenze d’intervento: gli ultimi mesi hanno visto protagoniste le nostre tute arancioni prima attive tra le tribolate popolazioni piemontesi poi nei nostri paesi colpiti duramente da fenomeni franosi e da rovinose piene in seguito alle persistenti piogge dell’autunno 2000.
    In campo sportivo, oggi la sezione pu vantare una piccola ma competitiva pattuglia di atleti nelle discipline della corsa in montagna, nello sci alpino e quello di fondo provenienti dai gruppi delle pi blasonate Madesimo, Valmalenco, Bormio e Livigno ma anche dalle attivissime Valgerola, Valmasino, Valdisotto, Valdidentro dopo anni di torpore organizzativo e partecipativo.
    Ma, andando negli annali sportivi, luccica ancora l’oro olimpico del 1936 a Garmisch delle Fiamme Verdi che schieravano Silvestri, Perenni, Scilligo ed il bormino Stefano Sertorelli.
    Ancora prima, nel 1930 a Schilpario, nel 1931 ad Asiago, nel 1934 a Limone in provincia di Cuneo i valtellinesi dominarono i campionati A.N.A. di sci, ripetendosi nel 36 a Barzio e sulle nevi di casa, a Madesimo, nel 1937.
    Dalla passione di quattro fondatori nel dicembre 1985 ebbe vita il giornale Valtellina Alpina, la testata sezionale cerniera e specchio dall’attivit e dell’alpinit valtellinese e valchiavennasca.
    Oggi il trimestrale inviato ad oltre 6.700 indirizzi e, con particolare soddisfazione, agli emigrati di tutti i continenti che sono i pi attenti e interessati lettori: proprio un legame continentale unisce la simpatia della Fanfaretta Alpina Valtellina con le penne nere di New York, che hanno adottato le note, l’entusiasmo e la carica alpina dei tredici musici che la compongono. Nel tempo si sono moltiplicate le opere che portano il sigillo alpino; monumenti e santelle si sono concretizzate grazie a solide braccia e sensibilit d’animo, magnifici rifugi punteggiano ora Retiche ed Orobie grazie alla tenacia e alla generosit di poche decine di penne nere determinate e un po’ incoscienti.
    Al Passo della Forcola il tricolore del rifugio Tridentina sventola da oltre vent’anni; onora i Caduti della gloriosa Divisione, ma ricorda anche le fatiche di chi ha trasformato un rudere di caserma in funzionale rifugio, recentemente ristrutturato da rinnovati slanci di generosit. Sulle Orobie spiccano i rifugi alle Tagliate a Cosio, alle Crocette di Selvetta Forcola, al lago Casere di Albosaggia e quello a Le Piane di Piateda, in Valchiavenna il bivacco in Alpe Manco di Samolaco, in Valmasino eccelle la baita alpina al Sasso Remenno, sulle Retiche domina il Rifugio Santo Stefano di Tresivio, in Valfontana quello di Ponte, al Passo Ables quello di Bormio ed in alta valle la Madonna del Soccorso, del gruppo di Livigno Trepalle: ottime strutture permeate di fatiche e sacrifici come sta scritto nella genesi delle penne nere.
    Una citazione a parte merita il Tempietto votivo di Morbegno, realizzato su progetto del grande architetto Paolo Caccia Dominioni, inaugurato nel 1962 e meta ogni anno, a gennaio, di una commovente cerimonia per ricordare l’eroicosacrificio di Nikolajewka e Warwarowka. In numerose occasioni la sezione ha ospitato il Raduno del V: a Morbegno nel 1966, a Sondrio nel 68, a Bormio nell’89, a Morbegno nel 95, nel 2000 a Chiavenna, a sigillo di un secolo che l’aveva vista, sul finire dell’Ottocento, ospitare una delle prime compagnie alpine.
    Questa lunga tradizione ha generato in ogni famiglia valtellinese e valchiavennasca un cuore alpino: nonno, figlio o nipote che fosse. Cos come purtroppo non c’ famiglia che non conti un parente caduto o disperso (1253 nella sola Campagna di Russia!) come ricord l’illustre convalligiano, Ezio Vanoni, senatore scomparso, nel suo ultimo discorso in Senato.
    Voltolina, come s’ dettoMa erano altri tempi. Ora di alpino si pensa solo ai mondiali del 2005 a Bormio.

     

    LA SEZIONE
    Ha sede in Piazzetta Carbonera c/o Palazzo B.I.M. 23100 SONDRIO
    Organico: 61 Gruppi, con 5.663 Soci e 594 aggregati.

     

    PRESIDENTI DI SEZIONE
    Prof. Brunetti alla Fondazione 1921
    Diego Scar Arnaldo Sertoli
    Mario Pizzala Giulio Faggi
    Fulvio Pedrazzini alla Ricostituzione 1951
    Gino Azzola dal 1952 al 1965
    Celso Dell’Orsina dal 1965 al 1968
    Arnaldo Negri dal 1968 al 1973
    Domenico Carini dal 1973 al 1976
    Gino Azzola dal 1976 al 1990
    Angelo Bonomi dal 1990 al 1993
    Piero Camanni dal 1993 al 1998
    Ettore Leali dal 1998

     

    MEDAGLIE D’ORO AL V.M.
    S.Ten. ANTONIO SERTOLI Cocuzzolo Vrsic Monte
    Nero 1916
    S.Ten. ALDO LUSARDI Monte Gunoi 1935
    Ten. GIUSEPPE PEREGO Arnautovo 1943
    Ten. GIOVANNI SONCELLI Arnautovo 1
    943

     

    IL PRESIDENTE

     

     

    Ettore Leali, nato a Morbegno il 10.12.1953. Ufficiale in servizio del Corpo Forestale dello Stato al Coordinamento provinciale di Sondrio. Allievo ufficiale di cpl. dell’86 Corso ad Aosta nel gennaio 1977. Servizio di prima nomina come sottotenente al btg. Morbegno 44 Compagnia (Cap. Dematt) dal luglio 77 all’aprile 78. Iscritto subito all’ANA, gruppo di Morbegno (capogruppo Ettore Macciolini); consigliere e poi segretario del gruppo sino al 1998. Consigliere sezionale dal 1985. Vice presidente sezionale (presidente Piero Camanni) dal 1993 al 1998. Dal maggio 98 presidente della sezione.