SICILIA Omaggio al gen. Sapienza

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    Le autorità civili, militari, le Associazioni d’Arma e la Medaglia d’Oro al Valore Militare alpino Andrea Adorno si sono riunite presso la tomba del generale Luigi Sapienza (1866-1939), per rendere omaggio ad un grande siciliano, due volte Medaglia d’Argento al V.M. della Prima Guerra Mondiale. Al monumento ai Caduti di piazza Pertini si è celebrato l’alzabandiera a mezz’asta in ricordo dei morti e della connazionale Valeria Solesin, trucidati dai folli dell’Isis al Bataclan di Parigi.

     

    La cerimonia è proseguita nella biblioteca “Giovanni Verga”, alla presenza del sindaco Carmelo Galati. Il Presidente della Sezione Sicilia, Giuseppe Avila ha preso spunto dai ricordi del nonno paterno, fante in trincea nel Nord-Est italiano, per raccontare il dramma dei soldati della Grande Guerra: «I siciliani sono stati da sempre presenti nel Corpo degli alpini, lo testimonia anche la foto d’epoca che ritrae il nonno di mia moglie e il cognato, entrambi alpini di Ispica (Ragusa)».

    Quindi il pronipote del generale, Manuel Spadaro Ventura e la signora Maria Grazia – figlia del caporale maggiore Angelo, inquadrato nel “battaglione Sapienza” – autrice del libro “Papras” (Scartoffie), hanno ricordato le gesta eroiche degli alpini e del gen. Sapienza che per ben due volte fermarono l’avanzata degli austro-ungarici nel Trentino.

    Lo storico Giuseppe Mazzaglia ha parlato della Grande Guerra in Sicilia e dello stretto di Messina che, con i suoi forti umbertini, fu dichiarato zona di guerra per impedire il passaggio ai sommergibili nemici. Ricordiamo che la Sicilia accolse 21.500 profughi, in gran parte veneti e friulani. A Catania molti erano i prigionieri austroungarici addetti ai lavori agricoli, perché i contadini erano al fronte.

    Tra i presenti c’erano Salvatore e Gaetano, figli del famoso scrittore “semianalfabeta” Vincenzo Rabito, il “ragazzo” del 1899 autore del libro “Terra Matta”, edito da Einaudi. Gaetano ha ricordato la figura del padre che si può sintetizzare nelle parole dello stesso scrittore: «Se all’uomo in questa vita non ci incontro aventure, non ave niente da raccontare».

    g.a.