Senza titoli, eppure uomini di valore

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    Come direbbe Camilleri, sono un ottantino che da un anno ha deciso di chiudere bottega e, nel limite delle proprie condizioni fisiche, dedicarsi a tutto ciò che la corsa a perdifiato della vita non gli ha permesso. Finalmente il telefono tace e trovo anche il tempo di seguire alcuni programmi televisivi. 

     

    Ho scoperto il divertentissimo programma Rai Parlamento che viene trasmesso nelle ore pomeridiane, quasi impossibile da seguire per chi lavora. Il programma è in diretta e ci propone le sedute del nostro Parlamento dove alcuni deputati pongono domande a ministri, altri deputati si fanno i fatti loro con il telefonino, il pc o il tablet, altri discutono o ridacchiano piacevolmente con il vicino, altri – e sono in molti – brillano per la loro assenza. Coloro che pongono le domande hanno un viso accigliato, un tono professionale ed espongono argomenti che solitamente riguardano emergenze dei nostri territori nazionali o problemi che affliggono noi italiani. Alle precise domande corrispondono lunghe disquisizioni degli interpellati, comprensive di fiumi di parole espresse con un incantevole lessico che riescono a sostenere per lunghi minuti, coniugando alternativamente i verbi al passato, al futuro o al condizionale, mai al presente, senza dare una risposta affermativa o esauriente. Predominano locuzioni come: monitorare la situazione, prudente valutazione, istituzione di commissione per valutazione approfondita, razionalità e professionalità degli addetti, ambito applicativo delle leggi vigenti, abrogazione eventuale di precedente normativa non ritenuta congrua, calendarizzazione dell’intervento, richiamo degli articoli della Costituzione e bla, bla, bla. È divertente, anche se un deputato ha dichiarato in diretta che “il nostro Parlamento è diventato un postribolo di dignità”. Cosa può fare un vecchio alpino oltre a pagare il canone Rai? Ridere, piangere oppure sedersi all’ombra di un larice, accendere la pipa e guardare le nuvole? Tu cosa ne pensi? Grazie per avermi letto.

    Pier Luigi Villata

    Caro Pierluigi quello che tu scrivi non è il peggio che dicono e fanno questi nostri governanti. Anzi, il peggio è quasi sempre quello che nessun canale ci farà mai vedere. Non mi restano che due consigli. Il primo è quello di smettere di guardarli. Loro, da buoni Narciso, sono sensibilissimi alla notorietà. Il secondo è quello di non lasciarti rodere dalla delusione. La qualità degli uomini non si dà per un titolo di onorevole. E, pur senza titolo, di uomini di valore, in giro, ce ne sono tanti.