Rimboccarsi le maniche

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    Erano le 11 di una giornata qualunque dove normalmente dovevo essere impegnato con il mio lavoro ed invece ero a casa perché la notte precedente la natura aveva riservato alla mia valle ai miei boschi, alla mia casa, e a tutto il Veneto qualcosa che quasi indescrivibilmente sembrava un rendiconto di offese e pareggio di conti che solo nei film si possono vedere. Suona il telefono, è il mio Capogruppo che mi chiede di andare in sede, dato che la bufera ha portato via parte del tetto della nostra baita. Parto subito e all’arrivo mi rendo conto della gravità: le lamiere della copertura erano divelte e sparse a diversi metri dal fabbricato, dentro quella che è la nostra casa lasciata con orgoglio da chi è “andato avanti” e per noi motivo di incontri, la situazione era quella di una vera propria alluvione. Colpiti ma non persi d’animo abbiamo chiamato rinforzi, sono bastate poche telefonate e il passaparola è stato sorprendente. In poco tempo sono arrivati altri del gruppo, amici, simpatizzanti, prima della notte la sede era in sicurezza con teli sul tetto a copertura delle lamiere mancanti e che in caso di altre piogge avrebbero garantito una buona copertura. Passata l’emergenza è stata ora di pensare alle soluzioni, il tetto doveva essere sostituito, integralmente, non si poteva pensare ad una riparazione vista la situazione. In occasione dell’annuale pranzo di beneficenza il ricavato è stato impiegato per le spese da sopportare per il tetto della sede. Nei primi giorni di gennaio, pur con temperature che al mattino sfioravano i meno 4 gradi, l’intera copertura è stata rifatta con pannelli isolanti forniti a prezzo stracciato da una azienda bellunese produttrice. Altra cosa che mi ha piacevolmente colpito in questa vicenda è che ho riconosciuto in molti ragazzi anche non alpini, che ci hanno aiutato, lo spirito e la volontà del nostro cuore alpino.

    Giandomenico Spinato, Gruppo Val Lapisina, Sezione Vittorio Veneto

    È questa capacità di rimboccarsi le mani, caro amico, che mi riempie di orgoglio per essere alpino e, in questo caso, anche veneto. E questo racconto mi fa imbestialire se penso a quanti ritardi procuri la burocrazia e certa indole rassegnata in certe parti d’Italia dove ci sarebbe bisogno urgentissimo di rimettere in piedi l’ambiente e ridare fiducia alle popolazioni colpite.