Questione politica?

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    Articolo di tipo Lettere al Direttore pubblicato nel numero di Gennaio 2019 dell’Alpino

    Premetto che, come tutti i soci del mio Gruppo, sono totalmente concorde nel sostenere che l’Ana debba essere apartitica, come da Statuto. Rispondo con questa mia, alla lettera di Piazza, pubblicata sul numero di novembre. Suonare “Bella Ciao” nel deporre la corona di alloro al cippo dei partigiani, cosa che avviene puntualmente da sempre ad ogni festa del nostro Gruppo, non vuole assolutamente essere una questione politica.

    Nella circostanza non è stato pronunciato alcun discorso, frase politica o esposti segni e distintivi politici. Non è nostra intenzione offendere la sensibilità di qualcuno ma, molto più semplicemente dedicare l’inno adeguato al monumento adeguato. Lo stesso Piazza specifica che il monumento in questione è dedicato ai Caduti partigiani. Seppur vera l’affermazione “…tra i partigiani si erano anche aggregati delinquenti e truffatori che hanno ucciso e depredato molti innocenti…” la nostra unica intenzione è, e rimane, quella di ricordare i Caduti per la libertà. Null’altro.

    Mauro Teghillo Capogruppo di Viù, Sezione Torino

    Caro Mauro, rispondendo a questa tua lettera vorrei rispondere anche a Francesco Brazzale, Davide Baroni, Gaetano Brambilla Pisoni, Pietro Angelo Sacchi e Adelchi Miatto, che mi hanno scritto cose analoghe. Sono assolutamente d’accordo che non bisogna demonizzare una categoria, perché alcuni hanno sbagliato. Vale per tutti e generalizzare partendo dagli sbagli di pochi è, come ripeto spesso, la peggior forma di razzismo. Va da sé che è altrettanto importante rinnegare la dittatura fascista, così come tutte le dittature, a qualsiasi colore appartengano. Quanto a “Bella Ciao”, la mia impressione è che alcuni se ne siano impadroniti, facendone un canto di parte. Forse aver suonato il Silenzio sarebbe stato un modo per evitare di ferire la sensibilità di qualcuno.