Per i caduti in Russia

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    Il tempio di Cargnacco, dedicato alla Madonna del conforto, è l’unico e il maggior sacrario italiano dedicato ai Caduti della Campagna di Russia. In esso riposano circa ottomila e duecento salme di soldati ignoti e poco più di cinquecento resti noti, idealmente suddivisi tra i vari Corpi e Reparti presenti nelle steppe gelate della Russia. Il Sacrario sorse grazie alla volontà del cappellano alpino don Carlo Caneva, reduce di Russia e poi parroco di Cargnacco, su progetto dell’architetto Giacomo della Mea, ufficiale degli alpini, reduce di Grecia e Russia. 

     

    Il 9 ottobre del 1949 fu posata la prima pietra, mentre la benedizione del sacro edificio ebbe luogo l’11 settembre 1955. Dal 2 dicembre del 1990, quando giunse la piccola urna con le ossa del “Soldato Ignoto” che fu deposta nel sacello del Tempio, al sacrario cominciarono ad arrivare i primi resti di nostri caduti, raccolti da mani pietose nella sterminata steppa. Quest’anno, tra le numerose autorità civili e militari, vi erano il prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto, il Presidente del consiglio regionale Franco Jacop, il Presidente della Provincia, Pietro Fontanini, il sindaco di Pozzuolo del Friuli, Nicola Turello, e numerosi sindaci e amministratori locali.

    In rappresentanza dell’Esercito vi erano il comandante della brigata Julia, gen. Paolo Fabbri e numerosi comandanti di Reparto. Mentre la Sede Nazionale era rappresentata dal vice Presidente Massimo Curasì. Tanti i Presidenti delle Sezioni Ana friulane e venete accanto a numerosi gagliardetti. Per la Sezione di Udine, il Presidente Dante Soravito de Franceschi con il Consiglio pressoché al completo. Non poteva mancare la Medaglia d’Oro Paola del Din Cargnelli (sorella della Medaglia d’Oro tenente alpino Renato del Din) e il reduce di Russia Gregorio Bigattin, ultimi rappresentanti di un’epoca ormai al tramonto. L’alzabandiera e la deposizione di serti floreali ai dodici cippi che ricordano i reparti che combatterono in Russia hanno preceduto i discorsi ufficiali e la Messa.

    Il vice Presidente nazionale Massimo Curasì ha portato il saluto del Presidente Favero e ha ringraziato il Presidente della Sezione di Udine e tutti i suoi alpini per l’impegno dimostrato. E ha concluso: «Nikolajewka rappresenta un simbolo da conservare e perpetuare soprattutto alle giovani generazioni». La Messa è stata celebrata dal vescovo emerito di Adria e Rovigo, mons. Lucio Soravito de Franceschi, accompagnata dalle cante del coro alpino sezionale di Passons. Il vescovo nella sua omelia si è detto emozionato di celebrare per la prima volta a Cargnacco e di essere colpito dalla devozione per questo luogo sacro. Al termine della Messa, la lettura della preghiera del Caduto e disperso in Russia a cui è seguita, nella sottostante cripta, la deposizione di una corona al sacello del Milite Ignoto di Russia e un omaggio floreale alla tomba di don Caneva, fondatore del tempio.

    Paolo Montina