PARMA – Concerto per un angelo dorato

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    Nella notte del 22 ottobre 2009 un fulmine si abbatté sulla torre campanaria della Cattedrale di Parma danneggiandone seriamente la cuspide e le stesse strutture sommitali e provocando un incendio. Anche l’Angiolén, l’angioletto della cuspide, è una copia posata lassù al posto dell’originale vecchio di otto secoli, corroso dalle intemperie e colpito dalle pallottole di un mitragliamento durante la seconda guerra mondiale. Inutile dire che per i parmigiani i danni al loro campanile storico hanno avuto l’effetto di un pugno nello stomaco.

     

    L’angelo è stato restaurato e nel gennaio scorso è stato riposto dov’era, lucente come prima. Ma il campanile è tuttora imprigionato in una ragnatela di ponteggi; completarne il restauro sarà un’opera laboriosa, lunga. E costosa. Ecco dunque gli alpini chiamati ancora una volta a dare una mano. Lo hanno fatto… cantando, con una rassegna canora del coro alpino “Monte Orsaro” della sezione di Parma diretto da Stefano Bonnini e del coro “Monte Cauriol” di Genova diretto da Massimo Corso.

    Titolo della serata: “Il restauro del campanile della Cattedrale di Parma”. La cattedrale non era mai stata concessa per manifestazioni laiche, ma questa volta è stata fatta un’eccezione, ripagata dal grande successo e dall’altrettanto grande partecipazione di cittadini che hanno occupato tutti i banchi della navata.

    Sono state quasi due ore di bel canto, presentate dal gen. C.A. Giuliano Ferrari; sui primi banchi il vescovo di Parma mons. Enrico Solmi insieme al padre Mario, artigliere alpino iscritto presso la sezione di Modena, il presidente sezionale Mauro Azzi, i consiglieri nazionali Corrado Bassi e Cesare Lavizzari, il presidente della sezione Reggio Emilia Emilio Schenetti, autorità civili e militari. Al termine sono stati raccolti quattromila euro che, come dicono gli alpini, “sono un buon basamento per il nostro Angiolén”.