Oltre seimila al raduno del Cividale

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    Erano tanti anche quest’anno, oltre 6.000, gli alpini del disciolto battaglione Cividale, della Julia. L’incontro è stato organizzato dall’Associazione Fuarce Cividat presieduta dal generale Maurizio De Stefani, il 13/14 gennaio a Cividale del Friuli, per l’occasione tappezzata di bandiere tricolori. Due ali di folla hanno accolto gli alpini che hanno sfilato in un continuo battimani: in testa la Fanfara della Julia, seguita da una compagnia in armi e dai gonfaloni, dai sindaci di Cividale e Chiusaforte, poi il nostro presidente nazionale Corrado Perona, con il presidente della Sezione Rino Petrigh, il gen. D. Bruno Petti, comandante del Centro Addestramento Alpino di Aosta, in rappresentanza del comandante delle Truppe alpine, parlamentari, rappresentanti della Regione, delle Province e decine di sindaci.

    Compatto il blocco dei vessilli (una trentina) e degli oltre trecento gagliardetti. E infine la marea di alpini, suddivisi per blocchi di Compagnia con in testa, su appositi mezzi militari concessi dalla Julia, i simboli del Battaglione: i reduci di Grecia e Russia. La memorabile giornata ha avuto come prologo la visita di diverse centinaia di alpini provenienti, oltre che dal Friuli e dal Veneto, anche dalla Lombardia, dall’Emilia Romagna e fin dalla Sicilia, alla caserma di Chiusaforte, dove nel 1995 si tenne la cerimonia di scioglimento del battaglione. Nella serata di sabato, al teatro Ristori, concerto di cori: del neonato coro misto dell’8º reggimento Alpini (particolarmente applaudito) e dei cori Montenero e La Voce della Valle.

    Il col. Panizzi, ha illustrato l’iniziativa del gemellaggio tra l’8º e la Fondazione Don Gnocchi, a sostegno della quale l’associazione Fuarce Cividat ha dato inizio ad una sottoscrizione a favore di un centro di assistenza per bambini disabili recentemente avviato in Bosnia. Nel suo intervento di saluto il presidente Perona ha, tra l’altro, ricordato che lo scioglimento del battaglione è stata una pagina triste nella storia degli alpini. Ma ha aggiunto il motto Fuarce Cividat, significa non mollare mai. È grazie a quel motto che il vecchio battaglione, con i suoi Caduti, i suoi reduci e tutti coloro che lo hanno servito oggi è ancora vivo.

    È giusto guardare avanti, ma è altrettanto giusto non dimenticare il passato e averlo sempre come importante punto di riferimento . Il generale Maurizio De Stefani ha annunciato la prossima consegna con una apposita cerimonia della drappella storica della 115ª compagnia del Cividale alla Compagnia dell’8º che ne ha assunto il numero, riportando così simbolicamente in vita una parte del Battaglione.

    Enzo Driussi