Nostalgia dell'obice 105/14

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    Leggo L’Obice 105/14 va in congedo : era rimasto l’ultimo baluardo ancora esistente ai miei ricordi di vita da artigliere da montagna. Del 105/14 sono stato puntatore di sinistra usando gli strumenti di puntamento in dotazione, sparando molti colpi alla scuola tiro negli anni 1962 63 presso la brigata Cadore, gruppo Pieve di Cadore del 6º art. da montagna, 37ª btr., allora a Strigno. Nel lontano 1987 l’ho rivisto: quando andai a trovare mio figlio (artigliere anche lui) nella caserma M. Grappa di Bassano del Grappa, mi si avvicinò un giovane artigliere, che armato di buona volontà cominciò a spiegarmi il funzionamento di tali strumenti. Quando ha capito che io ne sapevo più di lui, mettendosi sull’attenti e salutandomi militarmente mi disse ‘scusa’ vecio. Ho lasciato il ‘mio’ 105, non prima di averlo baciato, senza sapere che non l’avrei rivisto più.

    Giuseppe Sergio De Boni Anconetta (Savona)

    Che gli alpini abbiano un cuore grande l’hanno capito da tempo in tanti. Ci stanno dentro le montagne, la Patria, la bandiera, i Caduti, la mamma, la morosa, i commilitoni, i muli e tante altre cose che troviamo nelle memorie, nelle lettere, nelle canzoni, dove l’animo anche del più rude najone compete con i personaggi del libro Cuore. Ma che anche un obice, sia pur glorioso come il 105/14, diventasse oggetto di sentimenti ed emozioni forti come quelle che hai provato alla caserma Montegrappa, non mi era mai capitato di sentirlo confessare. Ovviamente mi fa piacere, come vecchio artigliere della 38ª batteria del gruppo Pieve di Cadore, che, ahimè!, non era nobile come la tua 37ª, ma più semplicemente la ladra .