Nel cimitero dei Caduti nella 1aG.M. onorata la memoria della M.O.Guarnieri

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    Una delegazione di alpini bresciani a Linz, ospiti del congresso della Croce Nera  Austriaca.

    Durante la Grande Guerra, ad Aschach an der Donau, nell’Alta Austria, c’era un campo di prigionia nel quale erano rinchiusi russi, serbi ed italiani. Fra questi ultimi c’era un giovane capitano, il ventiquattrenne Enea Guarneri, alpino, medaglia d’Oro al V.M. la cui famiglia viveva, e vive tuttora, a Passirano, in provincia di Brescia. Prima di essere catturato, per le sue eroiche imprese al comando della compagnia, era stato proposto per un’alta onorificenza.
    Animato dal suo spirito indomito, l’ufficiale aveva meditato la sua fuga dal campo e quella degli altri prigionieri italiani. Scavarono un tunnel il cui condotto avrebbe dovuto portarli fuori dal perimetro del campo, ma improvvisamente la precaria galleria cedette e il capitano Guarneri rimase sepolto. Inutile fu l’allarme dei suoi stessi compagni e i loro sforzi ai quali è doveroso riportarlo si unirono le stesse guardie austriache. Il capitano fu sepolto, con gli onori militari, nel cimitero di guerra della vicina cittadina di Hartkirchen, dove riposa accanto a tanti altri soldati italiani morti in prigionia.
    I particolari della sua prigionia e della sua morte vennero raccontati da un altro eroico ufficiale degli alpini, il tenente Leone Periz, che morì a guerra finita per gli stenti subìti: L’Alpino ne scrisse in occasione dell’uscita del libro del console onorario d’Austria Mario Eichta dedicato, appunto, ai 70mila trentini deportati allo scoppio della Grande Guerra. Si deve proprio al console Mario Eichta il recupero della memoria di tante sofferenze, che si concretizza in manifestazioni a ricordo dei nostri soldati sepolti nei vari cimiteri di quello che fu l’impero austro ungarico. Cerimonie che si svolgono nello spirito della fratellanza e di pace che lega nel rispetto dei vivi quanti, sotto la propria bandiera, sacrificarono la vita sui campi di battaglia.
    È così che il 6 dicembre scorso a Hartkirchen, nell’ambito del congresso della Croce Nera austriaca dell’Alta Austria, presieduto dal col. Friedrich Schuster, nel settore italiano del cimitero si è svolta una cerimonia alla quale erano presenti gli stessi Schuster e il console Eichta, il col. Alexander Barthou del Comando militare territoriale austriaco, il ten. col. Gianvito Mastroleo con il primo maresciallo Diego D’Agostino, di Onorcaduti, numerose altre autorità civili e militari austriache, e una delegazione di alpini composta dal nipote del cap. Guarneri, che porta lo stesso nome dello zio, Enea, numerosi alpini del gruppo di Passirano con il capogruppo Franco Pagnoni, il presidente della sezione di Feltre Renzo Centa con l’ex presidente Carlo Balestra, il sindaco di Passirano Angelo Zinelli e quello di Feltre, Brambilla.
    Un picchetto armato ha reso gli onori, mentre venivano deposte una corona sulla tomba del capitano Guarneri e una al monumento dedicato a tutti i Caduti.
    Un analogo incontro italo austriaco organizzato dal console Eichta si svolgerà il prossimo 18 maggio a San Michele al Tagliamento, in provincia di Venezia.