Migliaia di penne nere a Cuneo per onorare la Divisione martire

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    di Gian Paolo Nichele

     

    Fa freddo a Cuneo, sì. I piedi battono sul terreno e, sull’attenti, si intuisce il lento ma costante movimento delle dita all’interno delle scarpe, retaggio dell’esperienza acquisita nei cortili delle caserme dove, anni addietro, si aspettava il generale di turno cui rendere gli onori.
    Vien da sorridere, oggi. Eppure sono convenuti in quattromila e, davanti al monumento ai Caduti del 2º Reggimento Alpini, patiscono lo stesso freddo, acuito da qualche anno in più sulle spalle.
    Mentre le note del silenzio accompagnano le mute preghiere per quei ragazzi morti in Russia, pensi che se a Cuneo fa freddo, a Waluiki doveva fare un freddo ben peggiore. Lì i resti della Divisione Martire furono decimati garantendo, in qualche modo, una possibilità in più alla Tridentina e alla Julia di uscire dalla sacca.
    numeri parlano nella loro asciuttezza, spesso più drammatici delle testimonianze dirette dei reduci: 13.500 caduti e dispersi su un contingente di 16.500 uomini.
    Cuneense non ha avuto il suo Bedeschi né il suo Rigoni Stern ed è rimasta fuori dalla pubblicistica di massa. Ma la gente piemontese e ligure, rude, aspra, avara di lacrime e di manifestazioni esteriori sa bene quanto la violenza cieca della guerra le ha strappato. A distanza di 60 anni la città di Cuneo, il 20 gennaio scorso, ha aperto il ciclo di manifestazioni che quest’anno ricorderanno e onoreranno i Caduti dell’ ARMIR.
    Le sezioni di Cuneo, Saluzzo, Mondovì e Ceva hanno celebrato, unite per la prima volta, il 60º anniversario della battaglia di Nowo Postojalowka e della ritirata di Russia. Sezioni unite, secondo un’iniziativa del consigliere nazionale Bruno Canova
    che ha inteso dare nuovo risalto a una commemorazione intesa a consegnare alla memoria il sacrificio della eroica divisione alpina Cuneense.
    A questa iniziativa hanno aderito con entusiasmo i presidenti delle quattro sezioni che ospiteranno a turno d’ora in poi la celebrazione . Ciascuno ha rinunciato a un po’ di legittimo orgoglio di campanile , ha spiegato Canova esprimendo il proprio ringraziamento ai quattro presidenti sezionali. Tutti hanno aderito con intelligente entusiasmo . Un particolare ringraziamento è stato riservato all’assessore provinciale Rocca, alpino, che si è prodigato per la riuscita della celebrazione nuova versione.
    In una città gelida e sovrastata dalla maestosità del Monviso, si sono radunate le penne nere dal Piemonte, Liguria, Val d’Aosta e Veneto, da dove è giunta una rappresentanza di muli dell’inossidabile sezione di Vittorio Veneto. Presenti i sindaci di tutti i Comuni della Provincia Granda, invitati dal presidente Quaglia, con i gonfaloni, molti dei quali decorati di Medaglia d’oro. Le forze armate hanno partecipato con il col. Genovese, comandante del 1º reggimento artiglieria da montagna di Fossano.
    Il Labaro dell’Associazione Nazionale Alpini era scortato dal vice presidente nazionale vicario Corrado Perona e dai consiglieri Silvio Botter, Bruno Canova, Adriano Rocci e Michele Tibaldeschi.
    Dopo gli onori ai Caduti del 2º Reggimento Alpini i cui giovani eredi in questi mesi sono impegnati in Bosnia con il col. Bellacicco è partito lo sfilamento che ha portato gli alpini nella Cattedrale. Lungo via Nizza, piazza Galimberti e la storica via Roma in molti avranno provato il desiderio di ripetere quel percorso con un’Adunata nazionale che da troppo tempo manca a Cuneo. Il vescovo mons. Pescherolo ha avuto parole di affetto per gli Alpini uomini seri, di parola, forti, coraggiosi, semplici e rudi. Uomini che sanno soffrire per le cause che devono difendere e che sanno cantare la poesia che spira dalle montagne . La cerimonia è stata accompagnata dalle note del coro La Reiss di San Damiano Macra. Al termine della celebrazione i saluti sono stati portati dal sindaco di Cuneo, Valmaggia e dal presidente della Provincia. Ha concluso il vice presidente vicario Perona, il quale ha abbracciato idealmente i reduci ringraziandoli della presenza e della testimonianza.
    Ricordando i Caduti ha proseguito non vanno dimenticati i familiari, coloro che hanno patito le sofferenze terribili di chi ha proseguito l’esistenza senza l’affetto e il sostegno di chi è rimasto con le scarpe al sole . Perona ha infine letto il messaggio che, il giorno prima, il Presidente della Repubblica Ciampi aveva
    trasmesso al presidente nazionale Beppe Parazzini sulle celebrazioni per il 60º anniversario della battaglia di Nikolajewka. Le parole di Ciampi hanno chiuso in modo esemplare una giornata di alto valore morale e patriottico. Il 2003 vedrà numerose manifestazioni in onore dei Caduti in Russia.
    A giugno partirà la Marcia della Cuneense che, lungo tre direttrici a partire dalla Spezia, da Ventimiglia e dalla Val Maira, percorrendo le dorsali appenninica ed alpina, confluiranno al Colle di Nava, presso il Sacrario che custodisce le ceneri del generale Emilio Battisti, ultimo Comandante della Cuneense, dove il 6 luglio si celebrerà il 54º Raduno nazionale. Ancora una volta le penne nere si incontreranno per fare memoria, per non dimenticare, per onorare coloro ai quali mancò la fortuna non il valore.