Le opere grandi lasciano il segno

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    Ho rivissuto attraverso l’ampio resoconto apparso sul numero di ottobre, la “tre giorni” di Longarone. Riporto una impressione: non ho avuto bisogno di chiedere dove fosse arrivata l’onda distruttrice, perché lo indovinavo, anche a distanza di cinquant’anni, dal colore dell’intonaco delle case, poche quelle ingiallite dal tempo, molte quelle più fresche di tinteggiatura e cioè di epoca più recente.

    Vari gli aspetti riproposti nei tre giorni di rievocazione: i ricordi, la presenza di alcuni soccorritori di allora, prevenzione, soccorso, memoria, con gli alpini sempre in prima fila come al solito, tenaci, infaticabili, silenti. Vengono citati i reparti subito accorsi, dal gruppo Lanzo, il 6° da montagna, il btg. Belluno, la “Cadore”, ed altri.

    Voglio però aggiungere, non per spirito polemico, ma solo perché è verità, verità storica, che il primo alpino, primo in assoluto ad essere sul posto fu il capitano Ermanno Rossi, brigata alpina Julia, 8° rgt. Alpini, btg. Tolmezzo, 12ª Comp., alla testa dei suoi uomini, nei comuni di Erto e Casso.

    Circostanza rilevabile dai rapporti intercorsi con i propri colleghi o superiori, ad esempio il colonnello Moschino che gli confermava “sei stato mandato tamburo battente, allo sbaraglio in una situazione apocalittica”, come il già allora gen. Ciglieri a Longarone. Nel corso degli anni altri ufficiali ebbero pubblici, meritati riconoscimenti ma la modestia di Ermanno è stata sempre pari alla sua abnegazione: quella di aver fatto il suo dovere è stata per lui l’unica, piena ricompensa.

    Ermanno Rossi che assunse in seguito il comando del btg. Logistico “Orobica”, vive oggi nella città di Ascoli Piceno, afflitto da alcune limitazioni del fisico ma, da alpino, sempre indomito e saldo nello spirito. Ai soccorritori è stato consegnato un attestato a simbolica testimonianza di riconoscenza. Si è parlato di memoria: cosa meriterebbe Ermanno? Non lo lasciamo solo! Non lo merita!

    Enzo Agostini – Sezione Marche

    I grandi sono davvero tali quando le loro opere sono eloquenti e lasciano il segno, a prescindere dagli onori e i riconoscimenti che le seguono.