La storia si studia

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    Sono un ufficiale in congedo e mi riferisco alla risposta data alla lettera di Gianfranco Arese del Gruppo Madonna dell’Olmo, le cui riflessioni sulla liceità di soprannominare Umberto I “il re buono” condivido incondizionatamente. Ma la cosa che, mi perdoni direttore, mi ha sdegnato, è la sua risposta. Nella storia non si “curiosa”.

    La storia, se mai, si studia, ed è l’unico modo di avvicinarsi ad essa. Altra cosa che mi vede in disaccordo con la sua risposta “bisogna chiudere subito la scatola se esce cattivo odore” sic!. Mi permetta… ma perché!?…. In forza di che cosa lei fa una simile raccomandazione? La storia si studia e quando si scoprono fatti evidentemente coperti e/o nascosti da regimi dell’epoca si deve essere onesti e si deve intervenire correttamente rettificando i giudizi alla luce di un mondo più libero.

    Vincenzo Anfossi, Sezione di Torino

    Amico mio, è vero, sono stato “sbrigativo” e chiedo scusa. Ma sai perché? Perché di questa storia non ne posso più. Sono stato travolto dalle lettere, proprio travolto. Lettere pro o contro. Finché mi sono stufato e ho chiuso la… porta. Ma era una questione di umore, non di sostanza.