La difesa dei confini

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    Le nostre Forze armate sono integrate nella NATO sorta per difendere i confini degli Stati associati ma che ora si sta trasformando in un organo di prevenzione al di fuori dei suoi confini.
    E’ logico che, per soddisfare questi impegni, si ricorra a reparti di professionisti.
    Per questi operai della guerra non avrebbero motivazioni all’infuori del denaro, salvo rare eccezioni. Rimane aperta, quindi, la questione della difesa dei nostri confini. Sui quotidiani si legge di un progetto affidato al ministero delle Riforme per il trasferimento di competenze legislative alle Regioni. Perch non aggiungervi anche la sicurezza dei confini?Essa sarebbe ancorata alla Costituzione, che prevede l’istituto della leva militare.

     

    Carlo Pedrini Bremerhaven (D)

     

    Non sarei cos drastico nel considerare i volontari solo legati al denaro: riconosciamo loro l’orgoglio della divisa, che ha sempre sorretto i nostri reparti.
    Mi parli di confini: ma quali?Quelli medievali, che nella UE sono stati spazzati
    via con benificio di noi tutti?Ma anche se volessimo irrigidirci sui vecchi cippi, da chi dovremmo difenderci, visto come vanno le cose in Europa, Balcania a parte?
    Affidare la difesa dei vecchi confini nazionali alle Regioni sarebbe un balzo indietro, perch la tentazione di considerare sacri anche i limiti di Regione
    sarebbe molto allettante per certe teste calde nostrane.