L’estremo saluto degli alpini a Silvano Buffa medaglia d’Oro

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    Tumulati dopo 60 anni nella tomba di famiglia a Pieve Tesino i resti dell’eroico Caduto sul fronte greco albanese.

     

    Va’ dal capitano e digli che lascio il comando della compagnia perch muoio. Ho fatto il mio dovere fino all’ultimo. Come mi hanno ordinato, sono arrivato in cima allo Spadarit. Viva l’Italia!.
    Sono state le ultime parole pronunciate dal tenente degli alpini Silvano Buffa, medaglia d’Oro al Valor Militare. Era il 10 marzo 1941: e da giorni infuriava la battaglia sul fronte greco albanese. Il battaglione Feltre del 7 reggimento Alpini era impegnato in durissimi scontri per la conquista del monte Mali Spadarit. Il tenente Buffa comandava la 64 compagnia. Il Feltre’ si far sempre onore, aveva scritto due giorni prima ai genitori il giovane Silvano, con la speranza di ritornare presto con i suoi alpini a casa, dalle nostre famiglie che ci aspettano.
    I genitori non poterono piangere sulla tomba del loro figlio, nonostante i tentativi e le ricerche del padre, Rodolfo, per recuperare la salma di Silvano. Solo nel 1986 il fratello Mario venne a sapere che i resti erano stati sepolti prima all’Ossario di Bari, dove riposano i Caduti d’Oltremare, e quindi trasferiti al Sacrario di Redipuglia.
    E, finalmente, stato possibile riportarli a Pieve Tesino, nel Trentino, per riporli accanto al padre Rodolfo e alla madre, Anna.
    Domenica 1 dicembre, la medaglia d’Oro dunque tornata a casa. Hano accompagnato il suo ultimo viaggio centinaia di alpini, in testa il Labaro nazionale che riporta anche la sua medaglia d’Oro, scortato dal presidente nazionale Beppe Parazzini, accompagnato dai vice presidenti nazionali Carlo Balestra e Vittorio Costa. C’erano inoltre il presidente della sezione ANA di Trento, Carlo Margonari con vessillo, i vessilli delle sezioni di Feltre, Trieste e Milano e tantissimi gagliardetti.
    L’urna dell’eroico ufficiale stata esposta nella chiesa parrocchiale, dove ha ricevuto l’omaggio della gente di Pieve Tesino e dei paesi vicini. Un’atmosfera di grande partecipazione ha caratterizzato questo mesto pellegrinaggio e tutta la giornata dedicata al ritorno di questo Caduto: non c’ famiglia, in Trentino, che non annoveri Caduti, nella prima e nella seconda guerra, che non ne conservi, intatta, la memoria al pari del senso di appartenenza nazionale. E’ in quest’atmosfera solenne che Silvano Buffa ha ricevuto le onoranze funebri che gli spettavano, con una partecipazione e un concorso di gente come a Pieve non s’era visto mai.
    Prima c’ stata la celebrazione di una S. Messa concelebrata dai cappellani Covi e Manenti e da don Francesco, parroco del Tesino. Sui primi banchi, con il fratello della medaglia d’Oro, c’erano i sindaci di Pieve e di Castel Tesino, il presidente del Comprensorio, i generali Carlo Frigo comandante T.T.A.A. militare regionale e Carlo Campregher, che comanda la brigata Julia, il col. Rossi comandante del 7 reggimento alpini di Feltre, il rappresentante del Commissario del governo della provincia autonoma di Trento.
    Dopo la Messa, accompagnato dal coro parrocchiale di Pieve e dal coro della brigata alpina Julia, si composto il corteo che ha mosso verso piazza Garibaldi e il Municipio.
    Le note solenni della fanfara della Julia hanno scandito il ritmo del corteo aperto dall’urna portata da un picchetto di alpini del Feltre.
    Al monumento ai Caduti il rappresentante del governo, il generale Frigo, il sindaco di Pieve Tesino Walter Nervo e Mario Buffa hanno deposto una corona. Sono seguiti i discorsi del sindaco, del nostro presidente nazionale Parazzini e di Mario Buffa, che ha espresso tutta la sua commozione e la soddisfazione di aver esaudito la volont dei genitori, di riportare a casa le spoglie del fratello.
    Infine, l’ultimo atto, quando era ormai sera e il buio stava avvolgendo il fondovalle. I resti di Silvano Buffa sono stati deposti nella tomba di famiglia, mentre la Fanfara suonava il Silenzio e il picchetto armato della brigata rendeva gli onori. La bandiera che aveva avvolto l’urna stata consegnata al fratello, che se l’ stretta al cuore con un mesto sorriso.

     

    Livio Gecele