La cultura alpina nelle scuole del Veneto

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    Si tratta di una iniziativa esportabile anche nelle altre regioni italiane e costituisce una valida risposta all’abolizione della leva. Finora sono stati coinvolti con successo 3.500 studenti, 150 volontari e altrettanti docenti.

    Dopo cinque anni di progettazione e due delibere una del Consiglio regionale del Veneto proposta dall’allora consigliere regionale Mario Rossi, alpino, e una della Giunta regionale veneta è partito il progetto pilota che prevede l’inserimento della Cultura alpina come supporto all’insegnamento scolastico negli scuole del Veneto.

    L’idea è quella di strutturare e rendere operativa un’attività pianificata a livello regionale dall’Associazione Nazionale Alpini in collaborazione con la Regione stessa e con l’Ufficio Scolastico Regionale di appartenenza, tale da rendere sistematico l’inserimento nei programmi scolastici delle scuole delle collaborazioni con le Sezioni dell’A.N.A. competenti per territorio. Lo scopo è quello di mantenere, da parte dell’A.N.A., il contatto diretto con la società della quale è protagonista con le proprie attività associative, proponendo alle giovani generazioni i propri ideali e valori che sono sicuramente condivisibili da ogni cittadino Italiano.

    È un progetto pilota, esportabile in tutte le regioni, che rappresenta la reazione della nostra Associazione alla chiusura della leva. È lo strumento attraverso il quale ricostituire la continuità dell’esperienza dei giovani con gli alpini e negli alpini, affinché, conoscendo l’Associazione e le Truppe alpine, si propongano a loro volta come volontari. Sin dai primi incontri abbiamo dovuto rispondere a richieste di informazioni riguardanti il reclutamento volontario e le modalità di iscrizione alla nostra Associazione, sebbene tale argomento non fosse in programma.

    Ma questo non rappresenta il nostro principale obiettivo; infatti noi ci proponiamo di diventare dei validi collaboratori degli insegnanti quando i loro programmi di insegnamento prevedono corsi sulla montagna, sulla cultura delle popolazioni e sulla storia delle Truppe alpine, visite guidate ai siti storici della Grande Guerra ed ai cantieri di restauro delle fortificazioni, attività in montagna quali corsi di roccia, di approccio alla montagna, conoscenza dei rischi e della natura, presentazione delle attività di Protezione Civile ed infine l’avvicinamento agli sport legati alla montagna.

    Già le Sezioni Cadore, Conegliano, Treviso, Vicenza, Valdagno e Verona stanno completando o hanno portato a termine le attività previste nel programma concordato con la Regione Veneto e L’Ufficio Scolastico Regionale, mentre le Sezioni di Asiago, Marostica, Bassano del Grappa, Belluno e Padova, completeranno a breve i loro interventi già programmati.

    Finora ben 3.500 studenti hanno partecipato alle attività organizzate da 150 volontari Alpini con la supervisione di altrettanti docenti. Gli alpini hanno offerto agli studenti del Veneto un ampio panorama sulle attività associative, facendoli partecipare ad incontri su temi riguardanti la conoscenza e la salvaguardia dell’ambiente montano attraverso corsi organizzati in collaborazione con la Sezione di Salò e attività di approccio alla montagna sul Monte Civillina, accompagnati dal prof. Edoardo Bocchese.

    I nostri giovani hanno potuto conoscere la storia delle Truppe alpine ripercorrendo alcune tappe fondamentali della prima guerra mondiale salendo sul Monte Pasubio accompagnati dal prof. Claudio Gattera e sul Monte Piana, sul Passo Falzarego e sul Santuario di Pocol dal prof. Paolo Giacomel. Per quanto riguarda la seconda guerra mondiale, i racconti sulla storia degli alpini approfondita negli aspetti umani e nelle semplici gesta eroiche di chi allora c’era, sono stati affidati ai reduci Domenico Pasi, Aldo Marcolini, Novello Zardini e Vito Mantia, il quale ha presentato anche la sua ultima fatica letteraria: Alpinia , una breve storia sugli alpini di facile lettura.

    Ai ragazzi è stata data l’opportunità di conoscere alcune attività sporti ve legate alla montagna quali l’orienteering, lo sky roll, affiancandoli ad istruttori qualificati ed atleti di valore nazionale. Infine hanno partecipato all’attività di Protezione Civile, in particolare con il Posto Medico Avanzato della Sezione di Vicenza. In tale occasione ha fatto visita agli studenti, ai docenti ed ai volontari impegnati nell’attività, l’assessore regionale Elena Donazzan, la promotrice del progetto in seno alla Regione Veneto.

    L’assessore Donazzan, invitata dal coordinatore del Progetto Luciano Cherobin, già vice presidente vicario ANA, accompagnata anche dall’addetto al Servizio Volontariato Regionale della Protezione Civile Francesco Bianchini, dal coordinatore nazionale della Protezione Civile ANA gen. Maurizio Gorza e dal presidente della Sezione A.N.A. di Vicenza Giuseppe Galvanin, dopo aver rivolto un breve saluto ai partecipanti, ha presenziato allo svolgimento delle attività. In particolare ha apprezzato l’entusiasmo dei volontari e degli studenti nello svolgere le attività pratiche che a rotazione hanno sperimentato il montaggio e l’allestimento di una tenda di posto medico avanzato, la rianimazione in caso di incidente con respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco su manichino e le modalità di primo soccorso in caso di incidente stradale di persone che hanno perso conoscenza.

    Tutte le attività hanno riscontrato un notevole interesse degli studenti, sono state utili ai nostri volontari nel verificare la loro capacità di trasmettere ai giovani le conoscenze acquisite ed hanno aperto all’Associazione Nazionale Alpini le porte della scuola. Che, attraverso questa iniziativa la cultura e i valori degli Alpini siano stati riconosciuti come un valido supporto all’insegnamento scolastico e all’educazione dei ragazzi è dato dal fatto che, successivamente allo svolgimento delle prime attività, sono state avanzate dalle scuole richieste per ulteriori collaborazioni ed iniziative. (l.c.)