La cammella del Don

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    È noto a tutti che gli alpini nel loro equipaggiamento, oltre ai mezzi meccanici, vantano la presenza costante anche dei muli, animali preziosi per il tiro o trasporto di vettovaglie, di armi e munizioni in luoghi impervi. Leggendo di recente il libro “Il sergente nella neve”, Mario Rigoni Stern descrive la sua odissea nella Campagna e ritirata di Russia e in un capitolo accenna ad alcuni nostri soldati con un cammello in mezzo alla neve. Mi sono chiesto cosa ci facesse un cammello (al femminile) col contingente italiano nella ritirata dalla ghiacciata steppa russa! In genere associamo il cammello al deserto (a volte confondendolo col dromedario), invece esso è un animale nativo e proveniente dalle aree desertiche e gelide dell’Asia Centrale, come il deserto dei Gobi, che può sopportare temperature anche molto rigide; inoltre può restare a lungo senza mangiare grazie alla riserva di grasso nelle sue gobbe. Approfondendo la ricerca, risulta che l’animale o era fuggito o era stato abbandonato probabilmente dai reparti russi che lo utilizzavano per il trasporto, come i muli per gli alpini. La cammella venne catturata nei primi giorni di settembre del 1942 dagli alpini del btg. Val Chiese della Tridentina: l’imponente quadrupede apparve improvvisamente, stordita, nella zona del basso Don, a Bolshoi. Gli alpini fecero festa alla nuova arrivata (per i più rappresentava una novità assoluta), per nulla intimorita da quell’inferno di fuoco sopportato dai nostri alpini, molti dei quali furono da essa salvati in quanto col suo pelo lungo li riparava dalla tormenta e li aiutava a procedere anche quando la fatica e la voglia di fermarsi prendevano il sopravvento sulla volontà di arrivare a casa. Nonostante il suo “olimpico procedere in lentezza”, si rese molto utile al trasporto ed al tiro non solo delle slitte, ma anche dei pezzi di cannone. Dalla sacca, con pochi italiani, uscì anche l’ormai famosa cammella che assieme ai muli scampati, una tradotta riportò in patria. Fu trasferita allo zoo dei giardini pubblici di Milano; all’esterno del recinto una targhetta ricordava che l’animale era un dono degli alpini del battaglione Val Chiese. Intere scolaresche venivano a visitarla, ma un giorno dei primi anni Ottanta sparì dal suo abitacolo per essere ceduta ad un circo equestre. Scomparve misteriosamente, così come era apparsa nel settembre del 1942.

    Giorgio Bighellini, Gruppo di Buttapietra, Sezione di Verona

    Caro Giorgio grazie di questa piacevolissima ricostruzione. Chissà se qualcuno sarà in grado di completare la storia, raccontandoci come andò a finire.