L'uso strumentale del nostro inno

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    Non riesco a trattenere la mia indignazione per il fazioso utilizzo dell’Inno nazionale che in questi ultimi anni viene spesso attuato da parte di partiti e organizzazioni politiche. Alcuni vorrebbero bandirlo ed affossarlo, sostituendolo con un improbabile “Va Pensiero”; è scandalosamente successo, ad esempio, nella cerimonia ufficiale del 4 Novembre 2013 a Quinzanello di Dello, un paese della bassa bresciana, dove è stato suonato al posto dell’Inno nazionale di fronte al monumento ai Caduti, in presenza dei rappresentanti dell’amministrazione comunale che “non ha fatto una piega”!

    Altri se ne appropriano in manifestazioni più o meno legali di partito o raggruppamento politico a sostegno di posizioni politiche che nulla hanno a che vedere con l’unità nazionale che l’Inno esprime e simboleggia. È successo alcuni mesi fa ad opera di numerosi parlamentari di un partito politico di fronte al Palazzo di Giustizia di Milano. È successo due giorni fa a Roma in una improbabile “convention” di rifondazione di un movimento politico di estrema destra al quale le TV nazionali hanno dato ampio risalto. Non ho le competenze per capire se questi fatti abbiano rilevanza penale, e di quale gravità; auspico che qualche magistrato se ne possa interessare. So per certo che hanno una enorme rilevanza etica!

    ten. Giovanni Bellini, Gruppo Villaggio Sereno, sezione di Brescia

    Capisco l’indignazione, caro Giovanni, verso chi fa un uso strumentale del nostro inno. E non penso solo ai casi che hai citato, ma anche a tutte quelle persone che si fanno venire l’orticaria quando lo sentono, temendo sempre che sia in agguato il militarismo e il nazionalismo. Comunque chi ha bisogno di un inno per darsi luce, che non sa darsi da sé la luce con le proprie opere e i propri meriti, è come le stelle cadenti della notte di San Lorenzo.