L’onore ai Caduti e un monito ai giovani

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    In una cornice di montagne innevate, nell’estremità settentrionale del lago di Como, gli alpini della sezione di Colico hanno commemorato, domenica 5 febbraio, il 69° anniversario della battaglia di Nikolajewka. Le celebrazioni hanno avuto un prezioso prologo sabato sera, nello storico Palazzo Gallio di Gravedona sede prestigiosa della Comunità Montana Alto Lario dove, alla presenza del presidente alpino Mauro Robba e del sindaco Fiorenzo Bongiasca, si è esibita in un applaudito concerto la fanfara della brigata alpina Taurinense, diretta dal maresciallo Marco Calandri, con un repertorio di musica militare, classica e jazz.

     

    La commemorazione, che si è svolta sotto il patronato del presidente della Regione Lombardia e patrocinata dal Comune di Colico, dalle Province di Lecco, Como e Sondrio, ha avuto inizio domenica mattina in piazza 5° Alpini con l’alzabandiera, alla presenza di un picchetto armato del 32° reggimento Genio Guastatori di Torino con il suo comandante col. Domenico Puglisi e il vice comandante delle Truppe alpine, gen. D. Fausto Macor. Dopo la Messa, concelebrata dal cardinale Giovanni Battista Re con i parroci del territorio, gli alpini della Sezione hanno percorso le vie cittadine con l’accompagnamento della fanfara della Taurinense e della fanfara alpina Alto Lario. Erano presenti i gonfaloni della Regione Lombardia, del comune di Colico, delle Province di Lecco, Como e Sondrio.

    Hanno sfilato numerosi sindaci in fascia tricolore e un nutrito gruppo di volontari di Protezione civile e della Croce Rossa. Presenti i vessilli delle sezioni di Colico, Como, Bergamo, Monza, Lecco, Milano, Sondrio, Tirano, Omegna e oltre 100 gagliardetti insieme a numerosi rappresentanti di associazioni d’arma e civili. La corona, in onore ai Caduti di tutte le guerre è stata scortata dal gen. Macor, dal presidente emerito Beppe Parazzini, dal presidente della sezione di Colico Luigi Bernardi e dal sindaco di Colico Raffaele Grega. “Qualcuno ha detto che oggi bisognava stringere i tempi perché fa freddo. Siamo solo a ‘meno 8’ e per arrivare a ‘meno 35’ dobbiamo ancora correre. Ci fa un po’ bene capire la sofferenza che hanno provato i nostri alpini in Russia”, ha detto il presidente Bernardi.

    Poi ha ricordato la presenza a Colico nel lontano 1950 del generale Luigi Reverberi, che il 26 gennaio 1943 al grido “Tridentina avanti” spronò l’orgoglio degli alpini verso la salvezza. Ed ha accostato la testimonianza dei reduci presenti ai numerosi giovani delle scuole. “Se non c’è la memoria, l’uomo è destinato a ripetere gli stessi errori”, ha concluso.

    Il vice prefetto vicario Maria Laura Motolese, con parole commosse e sentimenti di ammirazione e gratitudine verso gli alpini, rivolgendosi ai giovani ha detto che “ricordare non vuol dire solo far tornare in mente ma significa ri-cordare, ovvero ridare al cuore”. Il generale Fausto Macor, ringraziando l’ANA per la costante, profonda e tenace determinazione nel mantenere il ricordo di Nikolajewka, ha detto che “gli alpini, in quel momento difficilissimo hanno avuto la capacità di esprimere una operatività tale perché erano preparati, inquadrati e disciplinati, mantenendo la coesione perché comandati da chi con l’esempio è riuscito a combattere fino all’ultimo”.

    Beppe Parazzini, grande amico dell’indimenticabile Peppino Prisco – che era lo storico oratore di questa cerimonia – cui è toccata la commemorazione ufficiale, ha affermato “oggi ci si commuove per una tragedia, un terremoto, ma quella vera è stata degli alpini e delle loro famiglie”. E ancora, “essere alpino richiama al senso del dovere, alla responsabilità, all’obbedienza ed all’autocontrollo anche davanti a ordini che non sembrano giusti. Come dice il nostro presidente della Repubblica – ha concluso – bisogna andare avanti con la speranza che consente di combattere determinati, per vedere il futuro migliore”.

    Al termine della celebrazione sono stati consegnati tra gli applausi, dal presidente sezionale Bernardi, dal sindaco, dal vice prefetto e da Beppe Parazzini gli attestati di benemerenza del Dipartimento della Protezione civile ai tanti volontari di P.C. della sezione di Colico che hanno prestato la loro opera in occasione del terremoto dell’Abruzzo.