L'Altare della Patria

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    Vigilia dell’Adunata di Latina. Altare della Patria. Due giovani avieri di guardia. I turisti salgono e scendono i gradini. Dal basso una manciata di penne nere si allarga a ventaglio: alpini di Valgreghentino, sezione di Lecco. In mano e poi alla bocca il flauto di Pan. Le note del silenzio fermano attorno alpini e turisti: folate di memoria ed emozioni ti corrono dentro. Là, davanti all’altare, uno degli avieri, gli occhi lucidi, si è irrigidito ancor più sull’attenti.

    Piero Giorgio Serpini Gruppo di Vedano Olona (VA)

    Le fantasie alpine sono contagiose. Creano sempre emozioni particolari. II silenzio per chi non ha fatto la naja è bello, per noi è vita vissuta, volti di amici, ricordo di chi è andato avanti. L’Altare della Patria è un segno del sacrificio di tanta gioventù. Oggi abbiamo eserciti di scettici se non di supponenti Soloni che sentenziano negativamente sulla nostra storia. Bisogna avere il coraggio di sentirsi piccoli davanti ai nostri Caduti e riconoscere che non siamo sicuri, nonostante le presunzioni, di lasciare ai nostri giovani un’eredità migliore di quella che abbiamo ricevuto.