Incognite e certezze del nuovo anno

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    bello cominciare il primo numero del nostro L’Alpino con il Tricolore in copertina. E’ stata una scelta meditata, non casuale, perfettamente in linea con la nostra storia e con il momento storico che stiamo vivendo.
    L’esempio ci viene dal capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, che da tempo svolge un’intensa azione di recupero dei nostri valori risorgimentali e nazionali. Ha cominciato il suo primo Capodanno da presidente della Repubblica, scendendo dalle severe stanze del Quirinale per cantare l’Inno di Mameli con centinaia di cittadini accorsi a fargli gli auguri: stato qualcosa di pi di un episodio: Ciampi voleva che guardassimo all’anno nuovo alla luce della riscoperta delle nostre origini, della nostra unit.
    Nei mesi successivi ha proseguito presenziando a celebrazioni di avvenimenti che sono pietre miliari della nostra storia, seguendo un percorso ideale che da un lato recupera i valori dei nostri padri e dall’altro indica il traguardo della completa consapevolezza dell’unit nazionale.
    Negli ultimi mesi Ciampi ha reso omaggio ai Caduti di Cefalonia, martiri del nostro secondo Risorgimento, quindi ha continuato questo suo percorso storico fino alla recente commemorazione della battaglia di San Martino e Solferino, risalendo agli albori dell’unit d’Italia.
    E’ dunque all’insegna di questi valori che vogliamo augurare con il nostro Tricolore in prima pagina buon anno a tutti gli alpini, in congedo e in armi, e a tutti gli italiani. Con due esortazioni: la prima di esporre la nostra Bandiera nelle ricorrenze pi significative, di adottarla negli uffici pubblici, nelle scuole. A trattarla con rispetto ma nello stesso tempo con confidenza, perch la nostra bandiera.
    Appartiene a ciascuno di noi, che ne siamo depositari, perch non c’ famiglia che non abbia contribuito con nonni, padri, figli, fratelli a costruire la storia d’Italia.
    Giova ricordare in questa circostanza che nel 1985 l’allora presidente nazionale Nardo Caprioli chiese al presidente della Repubblica e ai presidenti di Senato e Camera di farsi promotori dell’istituzione di una Giornata del Tricolore, da effettuarsi il 7 gennaio di ogni anno, commemorando quel 7 gennaio 1797 quando, a Reggio Emilia, sventol per la prima volta la nostra Bandiera. L’istituzione di una giornata dedicata al nostro simbolo pi alto contribuirebbe a farci recuperare quell’identit che troppo spesso viene messa in discussione.
    La stessa richiesta stata ribadita, in occasione dell’Adunata nazionale svolta a Reggio Emilia.
    La seconda raccomandazione di cantare, quando ne sentiamo le note, l’Inno di Mameli: senza quest’Inno, come potremmo definirci italiani?
    E’ dunque con orgoglio che riserviamo la copertina del nostro giornale al Tricolore: la dedichiamo in particolare ai nostri soldati: agli alpini dell’8 reggimento e della compagnia del 14 reggimento della brigata Julia che si trovano da pochi giorni a Sarajevo in missione di pace, ai nostri militari marinai, piloti, carabinieri della forza d’intervento multinazionale che operano da giorni nel golfo arabico in missione dopo sessant’anni di guerra. Altri scenari di intervento si profilano all’orizzonte internazionale, forse altri impegni attendono i nostri soldati. Noi vogliamo che ci sentano vicini e sappiano che sono, siamo, fratelli d’Italia.
    Con questi sentimenti iniziamo l’anno nuovo, un anno ancora pieno di troppe, inquietanti incognite. Ma, fortunatamente, anche profonde e radicate certezze: i nostri valori.