Il vecio brontolon

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    Carissimo vecio brontolon , che hai scritto su L’Alpino n. 10 del novembre 2010, sono pienamente d’accordo con te che in congedo siamo tutti alpini e sarebbe meglio non rappresentarsi col grado e sfilare con gli alpini della propria zona . Ma poi concludi la frase scrivendo o al limite, (sfilare con gli alpini) del reggimento di appartenenza . Proprio lì sta il punto: gruppo ANA o battaglione?Noi ex AUC abbiamo vissuto due esperienze indimenticabili: una alla SMALP e un’altra al reparto. Quale scegliere?Non si tratta di appartenere ad una casta elitaria, non saremmo veri alpini, ma condivisione dei ricordi, nelle gioie e nei dolori, nella sofferenza e nella speranza di quei giorni che per noi ex allievi sono stati indimenticabili.

    Pierluigi Rossato Verona

    Consentimi di replicare alla lettera del vecio brontolone G. Mattana, Torre Pellice: Poiché sono un vecio anch’io, non sono d’accordo con quanto hai scritto e mi spiego: ho compiuto i 15 mesi del servizio di leva frequentando il 42º corso AUC della SMALP. Sergente AUC prima, sottotenente istruttore e comandante di plotone alla SMALP poi. Perché vuoi negarci la gioia di rincontrarci e di sfilare insieme perfettamente allineati e col passo cadenzato come insegnavamo alle reclute? Non sono d’accordo, caro direttore, neanche al commento che hai espresso alla lettera suddetta. Vieni con noi a Torino e cambierai idea.

    Giampiero Barasolo Vercelli

    Accetto l’invito per Torino, ma sul resto mantengo la mia linea. Lettere come le vostre ne sono arrivate altre, tutte garbate, e questo intriga non poco a manifestare un pensiero che, se messo sul piano dei sentimenti, è difficilmente difendibile. Premetto e ribadisco che non parlo a nome dell’ANA, ma a titolo personale, pur consapevole della responsabilità che mi porto come direttore del nostro giornale. Tutti gli scriventi di cui sopra riconoscono che chi entra in Associazione ha un solo grado e un solo titolo: alpino. É la nostra forza. Le manifestazioni, a qualsiasi livello, hanno un loro svolgimento, in parte regolato dalla Libretta o stabilito dal CDN, in parte lasciato alla creatività’ alpina. L’Adunata nazionale ha un ordine di sfilamento, discutibile, ma che bisognerebbe rispettare finché è in vigore. Formazioni di ufficiali di complemento non sono previste, semplicemente perché dal dopoguerra si sono avvicendati circa 180 Corsi AUC, per non parlare degli artiglieri da montagna della SAUSA di Foligno che, sia pur solo fratelli, portano la penna con lo stesso orgoglio. Sfilare con i propri commilitoni fa piacere, ma lo stesso potrebbero dire i genieri, le compagnie, le batterie, gli scaglioni di reclutamento e via dicendo. Un po’ complicato per una sfilata che mediamente conta settanta mila partecipanti. Non vi pare?E a questo punto restate della vostra idea ma non ritirare l’invito a Torino!

    Pubblicato sul numero di gennaio 2011 de L’Alpino.