Il generale Pecori Giraldi

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    Leggo nel numero di giugno una lettera semi-anonima di un non meglio identificato C.P. il quale lamenta, fra le altre cose, che a Bassano ci sia un viale intitolato a Guglielmo Pecori Giraldi: vorrei ricordare che fu tra i nove senatori che, nel 1938, votarono contro le leggi razziali. Mentre tanti (troppi) applaudivano o tacevano, egli seppe pronunciare un fiero no, tenendo la fronte alta e la schiena dritta, incurante delle possibili conseguenze.

    Penso che basterebbe quel solo gesto per giustificare l’intitolazione di una via a un alto ufficiale che dimostrò dignità ed onore in un momento cruciale della nostra storia. Visto che quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario delle leggi razziali, approfitto dell’occasione per ricordare il ferrarese Ivo Levi, che fu sottotenente degli alpini nel primo conflitto mondiale, btg. Gemona, prima di transitare nell’Arma dei carabinieri. Costretto a lasciare la “Benemerita” perché ebreo, dopo vicissitudini d’ogni sorta fu reintegrato nell’Arma a guerra finita. Brillante ufficiale, stimato e apprezzato da colleghi e superiori, ricoprì il prestigioso incarico di vice comandante generale dei Carabinieri dal 1955 al 1957. Credo che anche ad Ivo Levi, che portò fieramente la penna nera prima degli alamari, debba essere tributato un generoso ed affettuoso ricordo.

    Mario Gallotta Gruppo di Ferrara, Sezione Bolognese Romagnola

    Credo che nel panorama dei generali che hanno gestito gli scenari della Grande Guerra, Pecori Giraldi occupi, sia pure con qualche ombra, un posto di assoluta preminenza, come militare, come politico e come persona attenta al sociale, soprattutto verso le categorie più deboli. Una sensibilità che gli va riconosciuta e che lo ha portato a schierarsi decisamente contro le leggi razziali.