Il coro ANA e “Bella ciao”

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    Leggo che il coro dell’Orobica dell’Ana ha cantato in occasione di un concerto di Guccini “Bella ciao”. Ho sempre ritenuto di appartenere ad una Associazione apolitica, non è più così? Cosa stiamo diventando? Ritengo che un chiarimento sia doveroso.

    Aldo Lanfranchini, Sezione Valsesiana

    Caro Aldo, al di là della precisazione, non banale, che l’Ana è un’Associazione apartitica e non apolitica, credo che sia necessario un esame un po’ più sereno dell’episodio che tu riferisci. In primo luogo non si trattava di una manifestazione di partito ma di un concerto di Guccini, che ha inserito “Bella ciao” nel suo ultimo disco “Canzoni da osteria”. Che Guccini sia ideologicamente vicino alla sinistra è fatto noto, ma non risulta che sia stato esponente di qualunque partito. Quanto a “Bella ciao”, nonostante il fatto che sia un canto idealmente associato alle formazioni partigiane di ispirazione comunista, rimane brano di origine alquanto incerta. Alcuni storici hanno identificato nel testo e nella musica influenze dei canti delle mondine, altri la fanno risalire al Cinquecento francese, altri ancora vedono nelle sue melodie addirittura influenze Yiddish. Lo stesso canto è, ad esempio, utilizzato oggi anche dalle donne iraniane che lottano contro il regime religioso oscurantista che le opprime e le uccide solo perché magari non indossano correttamente il velo. Ma sappiamo anche che la lotta partigiana è stata scritta pure da meravigliosi combattenti alpini (non per niente, ad esempio, in Valle Camonica si chiamavano Fiamme Verdi) per lo più di ispirazione e formazione cattolica, che magari più che “Bella ciao” cantavano “Fischia il vento”. Non sarei così severo, quindi, col coro in questione: si può semmai discutere sull’opportunità mediatica di partecipare a quel concerto, ma non ne farei un “caso politico”, dandogli più rilievo di quello che ha avuto nel concreto.