Il concerto pi bello: per i degenti dell'ospedale

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    L’Adunata di Cuneo è stata un record anche di concerti! C’erano ben 126 complessi che si sono esibiti nelle chiese, nei teatri, nei cortili e per le strade di tutta la città e un po’ dappertutto nel territorio della Granda ottenendo sempre un gran successo. E che gioia e quanta emozione la sera di sabato in piazza Galimberti, dove si sono raccolti 1.200 coristi per un conclusivo Signore delle Cime .

    Una folla immensa, come non si era mai vista prima, ha atteso e accolto in piazza Galimberti il coro che alle 23 di sabato ha concluso la serie dei concerti eseguiti da cori e fanfare nelle chiese, nei teatri, nei cortili e per le strade di tutta la città. Tanta l’emozione, tanti gli occhi lucidi fissi sul grande maxi schermo da dove con grande trasporto il maestro Ezio Mandrile ha diretto l’esecuzione. Tante le persone, che contravvenendo all’invito di non cantare per non coprire le voci degli alpini, si è lasciata trasportare ed ha accompagnato sommessamente il coro.

    Al termine, l’inno nazionale, cantato, quasi urlato dalle migliaia che stipavano la piazza e un lungo applauso, per dire grazie agli Alpini e a quello che essi rappresentano. Il concerto finale ha costituito la summa di tutte le emozioni suscitate dalle canzoni delle corali che si sono esibite per l’intera la giornata. Il pubblico, molto eterogeneo, le ha ascoltate con attenzione, con grande rispetto, a volte in assoluto silenzio, a volte, le più conosciute, le ha cantate insieme agli alpini. Non sono state poche poi le persone, che, chi più timidamente, chi meno, dalla platea le hanno addirittura dirette. Non posso pensare ad un alpino senza le sue canzoni ha detto una persona del pubblico . Sarebbe come privarlo dei suoi scarponi.

    Come loro li hanno sostenuti nelle lunghe marce, li hanno accompagnati nei momenti più drammatici, gli hanno dato la forza di andare avanti . Contemporaneamente alle corali, si sono esibite in concerti volanti ed itineranti per tutta la città una trentina tra bande e fanfare che con trombe e tromboni, tamburi e clarinetti hanno tenuto allegro il popolo dell’Adunata, accompagnandolo nella sua grande festa. Tra i pezzi più suonati Vecchio scarpone e Sul cappello , che hanno particolarmente coinvolto i bambini. Diversi sono stati infatti quelli che, magari spinti dai loro papà, si sono divertiti ad improvvisare marce a mo’ di alpino , quasi ad omaggiare una figura che ha fatto e farà sempre parte della nostra tradizione.

    C’è poi stato un fuori programma che ha confermato la volontà di trascinare nei festeggiamenti proprio tutti. Una fanfara, non dimentica di quelli che avrebbero voluto, ma non hanno potuto unirsi alle penne nere, ha improvvisato infatti un concerto nel cortile dell’Ospedale Santa Croce. A poco a poco, dalle finestre, come dai palchi di un teatro, si sono affacciati i degenti, che hanno ascoltato, applaudito e festeggiato con grande calore i concertisti. È stato questo, probabilmente, il concerto più bello, il più alpino . Grazie, Alpini.

    Silvia Marra