Il cappello alpino e i bambini

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    Mi riferisco alla lettera di Giovanni Lugaresi di febbraio. Ho un figlio di quattro anni al quale, a Trieste, comprai un piccolo cappello alpino; non me ne sono pentito perché ho visto crescere in lui l’amore per le penne nere. Condivido il pensiero del caporedattore in quanto l’unico scopo dell’acquisto di un cappello ai piccoli è trasmettere loro i valori alpini che spesso qualche grande tende a dimenticare.

    Renzo Merler Villazzano (TN)

    Quel signore di Padova dovrebbe essere orgoglioso che anche i bambini si sentono partecipi di queste feste alpine, specie se hanno il papà alpino. Io ero fante, ma mio figlio Biagio era alpino nella Taurinense: se suo figlio di cinque anni si mette il cappello alpino, orgoglioso come si sente, non toglie niente a nessuno.

    Bianco Rocco Andezeno (TO)

    Il geniere (non alpino) in congedo Giovanni Lugaresi si era chiesto se fosse opportuno o meno far portare il cappello alpino ai bimbi. Ho voluto che rispondesse il caporedattore per evitare che il mio intervento fosse fuorviato dalle mie personali convinzioni. Domanda opportuna, risposta meditata. Penso che il parere dei due lettori e del caporedattore tolga ogni dubbio anche a me, che non vedevo di buon occhio questa abitudine.