I fucilati di Cercivento

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    Ho letto dei fatti che mi hanno colpito e che riguardano le fucilazioni dei soldati che si rifiutavano di combattere. Fra questi figurano quattro alpini del btg. Monte Avernis, 109ª compagnia: alp. Ortis Gaetano Silvio di Naunina, alp. Matiz Basilio di Timau, alp. Cordazzi Giovanni Battista da Forni di Sopra, alp. Massaro Angelo Primo da Maniago, fucilati ingiustamente il 1º luglio 1916 davanti al muretto del cimitero di Cercivento (Udine), colpevoli d’aver suggerito una via alternativa (cosa che avvenne dopo la loro fucilazione) al progettato primo d’attacco alla cima orientale del Cellon per sorprendere gli austriaci. 

     

    Tutta la storia è raccontata sul libro di don Antonio Bellina, Sior Santul (1983, La Nuova Base). È in corso per questi nostri alpini la causa per essere riabilitati. Mi permetto di suggerire se non fosse stato fatto, di spendere qualche parola e/o di agire per questo onorevole scopo.

    Gustavo Matricciani, Bussi sul Tirino (Pescara)

    Il caso dei “fusilaz di Cercivento” è stato portato all’attenzione anche del Presidente della Repubblica e so dell’impegno personale della Presidente della Regione Friuli per trovare risposta a quanto tu auspichi, insieme a moltissimi altri alpini e non alpini. Noi, come redazione contiamo prima o poi di tornarci sopra, per rendere doverosa giustizia a queste vittime incolpevoli.