Gratitudine infinita

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    La guardia (medica) muore, ma non s’arrende. Riflessione: a Waterloo il generale napoleonico Cambronne, diventato celebre per la parola m…., in risposta alla richiesta di resa da parte degli inglesi disse: “La Guardia muore, ma non s’arrende”. Come si legge sui testi di storia. Io parafrasando lo stesso riconosco che “la guardia medica muore, ma non s’arrende”. Al Coronavirus. E per guardia medica intendo tutti gli operatori sanitari e non. A loro e a tutte le persone che con la loro attività ci permettono di sopravvivere in questo triste momento della vita vada la nostra incommensurabile gratitudine. In questo tempo di mascherine cosa mi manca? Il dolce sorriso delle donne.

    Franco Alfonsi, Gruppo di Tizzano Val Parma, Sezione di Parma

    Caro Franco bastano poche righe per farci venire il dubbio: ma sei più gentleman o seduttore? O tutti e due? Sul personale sanitario non c’è molto altro da aggiungere. Se leggerai l’intervista al vescovo di Bergamo, in questo stesso numero, sentirai quanta sintonia c’è con ciò che scrivi. Quanto al sorriso delle donne, per ora accontentati di pensarlo nel desiderio. Come nel Sabato del Villaggio del Leopardi, l’attesa qualche volta è più carica di emozioni e di aspettative della stessa realtà.