FRANCIA – Un luogo emblematico

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    Cari lettori, penso che uno di questi giorni ci direte “Basta con il vostro Soupir!” e forse non avrete torto, in quanto stanno diventando ricorrenti le nostre azioni al cimitero militare italiano del 1918. La Sezione Francia non dimentica i commilitoni che riposano a Soupir, vicino al Chemin de Dames e al cimitero di Guerra francese e tedesco, in quella bella valle dell’Aisne. Dopo esserci battuti – in particolar modo il presidente sezionale Daniele Guenzi – per la riqualificazione della casa del guardiano che diventerà ben presto un museo, il 18 settembre abbiamo organizzato una cerimonia per festeggiare la fine della seconda fase di lavori che ha visto la rimessa a nuovo della recinzione, dei cancelli, delle targhe e la pulizia delle croci nel cimitero propriamente detto.

    Il Consiglio sezionale al gran completo, gli alpini e gli amici degli alpini della Sezione, si sono ritrovati a Soupir il giorno prima della cerimonia per organizzare la logistica dell’evento e del pranzo. Ne hanno approfittato per onorare il monumento agli alpini di Soupir (nella foto) con una breve cerimonia cui ha assistito il sindaco di Soupir Evelyne Libregs. Domenica hanno partecipato oltre duecento persone: gli alpini del Gruppo di Parigi guidati da Vanni Duratti, quelli del Gruppo di Nilvange e numerose autorità, tra le quali la console generale d’Italia a Parigi Irene Castagnoli e il commissario generale per le Onoranze ai Caduti del Ministero della Difesa, gen. C.A. Gualtiero Mario De Cicco.

    Una cerimonia commovente e allo stesso tempo conviviale, dopo i discorsi, la posa di fiori ai piedi della croce che domina le 594 croci degli italiani morti per la liberazione di Soupir e della Francia di cui 592 nominative e 2 di soldati ignoti. La banda dell’Harmonie de Soisson ha eseguito Il Piave e poi La Marsigliese e l’Inno di Mameli, quindi il rinfresco nel Giardino del Ricordo. Un ringraziamento di tutto cuore alle autorità, agli alpini e alle persone che hanno voluto partecipare alla cerimonia in questo luogo che per noi è tanto importante e significativo.

    Alberto Quaranta