Doss Trento: luogo della memoria degli alpini

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    La città di Trento è ricca di musei, molti dei quali sono considerati tra i più belli e ricchi d’Italia per qualità e quantità di materiale esposto. Oltre ad essere valorizzati da svariate iniziative per non renderli solo musei sono anche dinamici luoghi di apprendimento continuo vivacizzati da mostre e percorsi interattivi.
    Tra i tanti musei trentini, uno è considerato per eccellenza il luogo della memoria degli alpini: il Museo delle Truppe alpine, noto anche come Acropoli Alpina.
    È nato nel 1941 per opera della Legione Trentina, costituita dai volontari trentini che combatterono nella Grande Guerra con l’Esercito italiano, con il patrocinio dell’allora Comando superiore delle Truppe alpine, per ricordare tutti coloro che combatterono in reparti alpini. Venne inizialmente concepito come una monumentale costruzione da erigere a fianco del mausoleo di Cesare Battisti, Alpino che riassume e simboleggia l’altissimo spirito di sacrificio, la purezza di ideali e il grande amore di Patria.
    Il complesso, a cui venne dato il nome di Acropoli alpina, avrebbe dovuto essere completato con un piazzale e una strada d’accesso. La strada fu iniziata nel gennaio del 1940, ad opera del Distaccamento Alpini della Verruca , costituito da alpini delle 5 divisioni alpine, e venne completata nel giugno del ’42, giusto alla vigilia della partenza del Corpo d’Armata alpino per la Russia. Sul piazzale, dedicato all’ideatore del Corpo degli alpini, il gen. Giuseppe Perrucchetti, venne eretto il monumento portabandiera dell’Acropoli, collocato sullo stesso posto dove il 3 novembre 1918 i volontari della Legione Trentina innalzarono il Tricolore.
    Nel dopoguerra, visto l’eccessivo costo del progetto originario, la Fondazione predispose un progetto più modesto. Nel ’53 il Consiglio comunale di Trento, in una seduta straordinaria, donò alla Fondazione dell’Acropoli una casermetta ex austriaca e il terreno circostante. I lavori, iniziati nel marzo del ’56, vennero terminati nel 1958 ed il museo fu inaugurato il 15 marzo dello stesso anno in occasione dell’Adunata degli alpini a Trento: era il 40º anniversario della fine della
    Grande Guerra.
    Oggi il museo, gestito dal Comando militare regionale Trentino Alto Adige, raccoglie una vasta e interessante collezione di armi, equipaggiamenti ed oggetti di corredo risalenti al primo e al secondo conflitto mondiale, ma custodisce anche
    materiale risalente agli albori delle Truppe Alpine, come ad esempio una rara uniforme di ufficiale degli alpini del 1880.
    Gran parte di questo materiale proviene dalle piccole collezioni dei reggimenti alpini che, all’atto della loro chiusura, hanno ceduto i cimeli, ma sono tanti anche i reperti prelevati dai campi di battaglia della 1ª guerra mondiale, in particolare sull’Adamello e al Passo Tonale, nonché provenienti da donazioni di privati.
    Tra questi ultimi, il più carico di significati è un vecchio e logoro pastrano, donato dalla famiglia di un reduce della campagna di Russia, indossato dal loro familiare durante la tragica ritirata del Corpo d’Armata alpino.
    La raccolta è completata da una documentazione fotografica che rappresenta sia episodi che hanno visto protagonisti gli alpini, sia operazioni di soccorso alla opolazione civile colpita da calamità naturali. C’è anche una ricca e preziosa biblioteca, di alto valore storico e culturale, attraverso la quale gli studiosi possono sviluppare attività di ricerca nel settore della storia contemporanea, con particolare riguardo alla storia delle Penne Nere .
    Per la sua particolarità, è frequentato ogni anno da migliaia di visitatori, la maggior parte dei quali provenienti da fuori regione, oltre che da scolaresche che, accompagnate dai loro insegnanti, si avvicinano ai cimeli per conoscere la storia di un così glorioso Corpo.
    In pratica, il Museo delle Truppe Alpine si propone come un luogo della memoria che rappresenta un momento di riflessione sull’assurdità di tutte le guerre.
    Attualmente è diretto dal tenente colonnello degli alpini Fausto Bertinotti ed è aperto alla collaborazione di tutti coloro che vogliono contribuire ad arricchirne la collezione. Se richiesto, il nome del donatore verrà esposto accanto al materiale
    inviato.

     

    L’ingresso è gratuito, dal martedì al giovedì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 13.30 alle 16.30, il venerdì dalle 9.00 alle 12.00.
    Il sabato e nei giorni festivi il museo è aperto dalle 15.00 alle 17.00 nel periodo estivo, mentre nel periodo invernale è visitabile solo su appuntamento.
    Nella giornata di lunedì è formalmente chiuso ma, sempre su appuntamento, è comunque possibile visitarlo.
    Per gli appuntamenti chiamare il numero 0461/827248.