Dalle Dolomiti all’Afghanistan

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    C’era una volta il Nucleo pattuglie sci veloci della Scuola Militare Alpina di Aosta una cui squadra, composta da un ufficiale, un sottufficiale e due militari di truppa, vinse l’Oro nel biathlon ai giochi olimpici invernali a Garmisch Partenkirchen. Sconfitte, nell’ordine, le pattuglie di Finlandia, Svezia e Austria. Correva l’anno 1936. La Scuola Militare Alpina era nata per dare uniformità di addestramento alle truppe alpine, per formare istruttori in grado di preparare i reparti al combattimento ad alte quote e per definirne vestiario, equipaggiamento, armamento e alimentazione adeguati, lacune dimostratesi evidenti durante il primo conflitto mondiale affrontato senza specifica preparazione.

     

    La pratica dello sci alpinismo si rivelò fondamentale per incrementare l’operatività dei reparti, le competizioni si rivelarono un banco di prova per l’addestramento raggiunto. Da allora lo spirito di questa verifica non è cambiato, né la filosofia che lo ispirava: tutto il resto sì. Oggi questo test viene sperimentato con i Campionati sciistici delle Truppe alpine (Ca.STA) ai quali partecipano anche militari di altre nazioni amiche e alleate. La competizione è giunta alla 65ª edizione e si svolge ormai da anni sulle nevi dell’alta val Pusteria, in Alto Adige.

    Quattro giorni di gare appassionate nelle quali si sono confrontate le squadre delle due brigate alpine, una rappresentativa della Taurinense che sta concludendo la sua missione in Afghanistan e la Julia al completo, che da questo mese darà il cambio alla brigata sorella, formate da alpini ma anche da militari di altre specialità dell’Esercito, del Nizza Cavalleria, della Croce Rossa Italiana, del Comando del Corpo d’Armata NATO di Solbiate Olona e di altri dieci Paesi: Argentina, Bulgaria, Germania, Libano, Macedonia, Polonia, Spagna, Slovenia, Stati Uniti d’America e Ungheria. Capillare ed efficientissima l’organizzazione, con l’indispensabile contributo di numerosi sponsor, scenario mozzafiato di montagne bellissime che sono patrimonio dell’umanità.

    Suggestiva la sera di lunedì la cerimonia dell’inaugurazione a San Candido, con la sfilata dei reparti, passati in rassegna dal nuovo capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli accompagnato dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale Claudio Graziano e l’alzabandiera sui pennoni dei dodici Paesi partecipanti, cadenzato dalle note dei rispettivi inni nazionali. Molto atteso era il rito dell’accensione, tedoforo il primo maresciallo luogotenente Marco Albarello, alpino pluricampione olimpico, un vanto del Centro Addestramento Alpino e non solo.

    Il generale Alberto Primicerj, comandante delle Truppe alpine ha confermato la validità delle prove tecniche anche nel confronto con quelle di reparti di altri paesi; il sindaco di San Candido Werner Tschurtschenthaler si è detto onorato di ospitare ancora una volta i Ca.STA “fra queste cime che un tempo furono campi di battaglia… Oggi, in tempo di pace, queste vette ci regalano momenti splendidi come questi, in cui atleti e atlete si misurano con spirito sportivo e leale tenendo alti i valori umani che caratterizzano la gente di montagna e quindi anche le Truppe alpine”. Ed ha concluso con un “Viva gli Alpini!”.

    Il generale Graziano ha ringraziato l’ammiraglio Binelli Mantelli per questa sua prima uscita come capo di SMD, il gen. Primicerj per lo sforzo organizzativo del Comando Truppe Alpine e gli sponsor per la generosa collaborazione. Ha rivolto un grazie al nostro presidente nazionale Corrado Perona “che da tanti anni collabora con noi” e al sindaco di San Candido per aver colto lo spirito di fratellanza fra soldati di nazioni diverse, genti della montagna che in passato si sono combattute con valore in questo ambiente estremo per un ideale. “Tutti questi Caduti – ha soggiunto Graziano -vanno onorati perché hanno dato la vita per la Patria, come vanno onorati i Caduti in missione di pace, ai quali va la nostra riconoscenza.

    Graziano ha esaltato “i valori morali e le finalità addestrative che queste gare sottendono: il sano spirito agonistico che si riconduce all’essenza dell’identità militare, la riscoperta della disciplina e dello spirito di sacrificio, dello spirito di Corpo, del carattere e del superamento della soglia della fatica, elementi fondamentali che ci consentono di operare nelle situazioni estreme in cui il militare è spesso chiamato ad operare”. Infine ha parlato dell’evoluzione delle forze armate europee, ricordando il modello di brigata multinazionale come quella della Taurinense con la 27ª brigata da montagna francese e la Julia con altre unità slovene e ungheresi”.

    “Permettetemi di salutare con affetto, riconoscenza e ammirazione le nostre Penne Nere – ha esordito l’ammiraglio Binelli Mantelli – quelle in servizio e quelle dell’Associazione Nazionale Alpini; sono reparti ad alta specializzazione che in ogni epoca, in ogni situazione ambientale operativa hanno dimostrato il loro valore, la loro straordinaria resistenza facendo sempre onore alla nostra Nazione”. Ha affermato che “qualcosa di molto profondo accomuna alpini e marinai e rende entrambi veicoli privilegiati di cooperazione e solidarietà.

    Entrambi amano o, meglio, rispettano e tutelano l’ambiente in cui operano”. Ecco dunque che nelle situazioni estreme “l’intesa, la solidarietà, la volontà di soccorrere e salvare la vita è la stessa in montagna come in mare, in pace come in guerra diventano un collante universale, un unico equipaggio, un’unica cordata. Ecco perché alpini e marinai sono abituati a lavorare di squadra in montagna come in mare, in pace come in guerra. Anche il nemico, o l’avversario in difficoltà prima di tutto si salva, con la solidarietà umana che è la vostra e la nostra caratteristica. Sono gli stessi ideali che caratterizzano anche le competizioni sportive”, ha concluso. Il giorno dopo l’avvio delle gare.

    La “prova regina” è da sempre quella dei plotoni: tre giorni di prove intense che vedono le rappresentative dei diversi reggimenti (italiani e stranieri), perfettamente equipaggiati ed armati per il combattimento in montagna, sfidarsi in prove tecnicooperative – tiro, topografia, ricerca di un travolto da valanga, lancio di bomba a mano e trasporto di un ferito – lungo un percorso di circa 60 chilometri e 1.800 metri di dislivello da percorrere con gli sci. Per questa competizione i reggimenti si addestrano per mesi, per partecipare ai Ca.STA intesi anche come propedeutici alle missioni in Afghanistan. Quattro i Trofei in palio: “Medaglie d’Oro”, Dell’Amicizia”, “Buffa” e “IFMS”.

    Le altre prove sono state: lo slalom gigante, con l’assegnazione del titolo di campione italiano (maschile e femminile) dell’Esercito, il Trofeo dell’Amicizia con la partecipazione anche delle squadre straniere: una gara di fondo di 15 chilometri (10 per le donne), vinto da due atleti del Centro Sportivo di Courmayeur. E poi il biathlon militare, lo sci alpinismo e due gare di Coppa Europa: uno slalom parallelo e uno slalom, femminili. Intenso il programma di contorno. Di particolare importanza, in questa provincia con tre gruppi linguistici – italiano, tedesco e ladino – il momento dell’omaggio ai Caduti: il generale Primicerj, accompagnato dai sindaci di San Candido, Dobbiaco, Sesto Pusteria e in Val di Landro e da delegazioni della rappresentative straniere, ha deposto corone ai monumenti che li ricorda.

    Giangaspare Basile

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    Gli atleti ANA ai Ca.STA

    Come è ormai tradizione, anche ai campionati organizzati dal Comando Truppe Alpine nell’alta val Pusteria hanno partecipato diversi atleti dell’Associazione Nazionale Alpini. Sono stati iscritti, come da tradizione, alpini delle sezioni Cadore, Belluno e Bergamo e per la prima volta due atleti della sezione di Torino. Tra le numerose competizioni organizzate per i Ca.STA i nostri atleti possono partecipare soltanto alle tre gare valevoli per il “Trofeo dell’Amicizia”. Anche in questa edizione è stato delegato al coordinamento degli atleti Antonio Cason, presidente della sezione ANA Cadore, perché abitante in zona vicina ai campi di gara. Nella gara di fondo di 15 km a Dobbiaco hanno partecipato con buoni risultati Eudio De Col, Giuliano De Monte e Ivo Andrich, mentre ha dovuto ritirarsi per indisposizione Elso Viel. Nella specialità slalom gigante, su due manches, sulla impegnativa pista di Croda Rossa di Sesto, ottimi i risultati di Mauro Dionori 4°, Roberto Siorpaes 5°, Mauro Piantoni 6°. Altri nostri concorrenti Antonio Giacomelli, Daniele D’Isep, Nadir De Rocco, Andrea Rossi, Sincero Prà Levis, Piero Tomatis e Danilo Dugaro. Nello sci alpinismo a San Candido, sulla pista Baranci in notturna, buone le prestazioni dei tre atleti Angelo Da Rin Pister, Claudio Manaigo e Enrico Del Longo.