Da Parazzini un accorato appello alla salvaguardia delle tradizioni alpine

    0
    10

    Il 39 pellegrinaggio in due momenti: in Val Camonica e in Val di Sole.

     

    di Matteo Martin

     

    La bandiera tedesca, quella austriaca e il Tricolore sventolano sul punto pi alto della forcella del Montozzo, l’una accanto all’altra. Poco pi in basso qualche groviglio arrugginito di filo spinato e una serie di muretti a secco delimitano la linea di trincea, fragile riparo per gli alpini della 50 e 52 compagnia del battaglione Edolo e della 245 compagnia del battaglione Val d’Intelvi che su queste montagne combatterono e caddero nella Grande Guerra. In lontananza, oltre il Montozzo, si indovinano quelle che furono le postazioni austriache, trincerate sulle Cocchiole, sul Comiciolo, sul Redival fino al Torrione d’Albiolo.
    Il 27 e 28 luglio scorsi, al 39 pellegrinaggio sull’Adamello concluso a Mal, in Val di Sole, un migliaio di alpini sono tornati su queste creste per incontrare i nipoti dei nemici di allora e ricordare Cesare Battisti, che su questi monti si batt e fu catturato per essere processato come traditore assieme a Fabio Filzi, a Trento, dove fu impiccato.
    Dall’altare sul Montozzo l’ordinario militare mons. Giuseppe Mani, la medaglia d’Oro al Valor Militare mons. Enelio Franzoni, mons. Angelo Bazzari, presidente della fondazione Don Gnocchi e altri cappellani alpini hanno officiato la S. Messa, accompagnata dal coro Presanella di Vermiglio. Presenziavano il presidente nazionale Beppe Parazzini, il vice presidente vicario Corrado Perona, il comandante delle Truppe alpine tenente generale Roberto Scaranari, il generale Luigi Federici, il generale Fulvio Meozzi, il brigadier generale Frigo, i consiglieri nazionali Attilio Martini, Giorgio Sonzogni e il tesoriere Edo Biondo, il direttore generale dell’ANA Luigi Marca e il segretario nazionale gen. Silverio Vecchio. Infine il presidente della Sezione Valcamonica Gianni De Giuli e il presidente della Sezione di Trento Giuseppe Dematt, che com’ ormai tradizione organizzano a turno il pellegrinaggio che si conclude in un versante o sull’altro del Tonale, un tempo confine fra Austria e Italia. La rappresentativa tedesca, presente in questa circostanza ormai da molti anni, era formata da un plotone della 50 compagnia dei Gebirgsjger, presente il comandante degli alpini tedeschi, maggiore generale Lahl.
    Tra le autorit civili c’erano i presidenti delle Province di Trento e Brescia, Lorenzo Dellai e Alberto Cavalli e dieci sindaci dei comuni del versante trentino e lombardo. Non hanno voluto mancare i rappresentanti dell’U.N.U.C.I. e 30 ragazzi
    polacchi che erano in campeggio estivo a Caldon, organizzato dall’associazione S.O.S. Children Villages, alla quale gli alpini trentini sono molto vicini.
    La cerimonia iniziata con gli onori al Labaro nazionale. Poi, a semicerchio, attorno all’altare, numerosi gagliardetti, i vessilli delle sezioni di Brescia, Cadore, Colico, Como, Cuneo, Ivrea, Luino, Milano, Monza, Sal, Trieste e degli alpini delle sezioni di casa, Valcamonica e Trento.
    Il discorso introduttivo stato tenuto dal presidente della sezione di Trento Giuseppe Dematt, che ha commemorato Cesare Battisti. E’ seguita una sintesi storica del presidente della Provincia autonoma di Trento, Dellai e del presidente della Provincia di Brescia, Cavalli.

     

     

     

    Molto incisivo l’intervento del presidente Parazzini, che rifacendosi alle parole del presidente provinciale Cavalli ha esordito con un accorato appello: Alpini, aiutatemi! ha detto Aiutatemi a tenere vive le vostre, le nostre tradizioni. E parlando delle promesse non mantenute sull’apertura di una caserma in Lombardia
    che darebbe nuovo slancio al reclutamento nelle Truppe alpine, ha assicurato che prima della fine del mandato organizzer una protesta eclatante.
    Ci siamo da tempo impegnati al dialogo ha continuato il presidente nazionale Abbiamo gi trovato spazi e strutture per la nuova caserma, ma alle parole e alle assicurazioni delle istituzioni, non solo non sono seguiti i fatti, ma nemmeno si vista buona volont.
    Il generale Scaranari ha chiuso gli interventi dando il benvenuto ai militari tedeschi e portando il saluto di tutti gli alpini in armi, soprattutto quello dei 1200 che sono tuttora impegnati in delicate missioni all’estero, nei Balcani e in Afghanistan.
    Al termine della funzione religiosa, alpini ed escursionisti sono scesi al vicino rifugio Angelino Bozzi.
    Le cerimonie si sono concluse a valle, al passo del Tonale dove stata deposta una corona al Sacrario dei Caduti e, in serata a Ponte di Legno, con la sfilata per le vie del paese ed il concerto molto applaudito della Banda militare tedesca di Garmisch Partenkirchen.
    Il giorno dopo, domenica, il pellegrinaggio stato concluso a Mal, in val di Sole. Migliaia di alpini hanno sfilato per il paese imbandierato, confluendosulla piazza maggiore dove l’ordinario militare ha concelebrato la S. Messa. All’omelia, mons. Mani ha esaltato il valore della famiglia, uno dei pilastri della tradizione alpina. Hanno quindi portato il loro saluto il presidente della sezione trentina Dematt, e della sezione Valcamonica De Giuli.
    Il vice presidente vicario Corrado Perona ha portato a tutti il saluto di tutti gli alpini e del presidente Parazzini, impegnato in valle Imagna con gli alpini del territorio. Dalla forcella del Montozzo ha proseguito Perona abbiamo portato a valle la spiritualit di quella cerimonia. Questa spiritualit possa rimanere in tutti noi, negli alpini, nei capigruppo, presidenti di sezione affinch la nostra Associazione non lasci morire le proprie radici, ma le rinverdisca perch proprio lass siamo nati, lass abbiamo avuto il pi significativo esempio, il pi grande e pi sacro: quello dei nostri Caduti.
    Se noi siamo capaci di andare avanti ha detto ancora Perona lo dobbiamo a loro. La nostra fede non deve crollare! Auguriamoci che non venga mai a mancare l’afflusso dei giovani alpini da queste valli, perch l’Italia possa avere queste truppe fantastiche che sono gli alpini.
    La manifestazione si conclusa con i saluti del generale Scaranari e brevi interventi dei presidenti della provincia di Trento e di Brescia.

     

     

    Il presidente nazionale Parazzini durante il discorso sul Montozzo. Alla sua sinistra il presidente della sezione Valcamonica De Giuli e della sezione di Trento Dematt.

     

    (fotoservizio di Guido Comandulli)