Conclusa la missione del 7 in Afghanistan

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    Tornano in Patria il 7º reggimento alpini, comandato dal col. Paolo Sfarra, il 2º reggimento Genio alpini guastatori di Trento e il 232º reggimento Trasmissioni di Avellino al termine della missione alla Task Force South East, in Afghanistan, iniziata nel settembre dell’anno scorso. Il 7º reggimento era stato il primo a partire, anticipando la partenza del resto dei reparti della Julia, rimasti ancora ad Herat. È stata una missione molto dura e impegnativa, nella quale il reggimento ha perso cinque alpini, ricordati per nome durante la cerimonia di commiato: Gianmarco, Marco, Sebastiano, Francesco e Matteo.

    Un pesante contributo di Caduti per la pace, che non ha impedito al comandante della Task Force ed ai suoi uomini di svolgere nel modo ottimale la missione affidata, garantendo sicurezza e aiuti alla popolazione delle province afgane sotto la loro giurisdizione: i distretti di Bakwa, del Gulistan e del Pur Chaman. Alla cerimonia di avvicendamento ha partecipato il comandante del Regional Command West gen. B. Marcello Bellacicco, comandante della Julia, e i rappresentanti delle autorità locali, in particolare, il capo della polizia della provincia di Farah, il responsabile provinciale dei Servizi di Sicurezza e il comandante della 2ª Brigata dell’esercito afgano.

    Nei mesi in cui sono stati impegnati, i nostri alpini e i militari degli altri reparti della Task Force South East hanno percorso migliaia di chilometri nell’impervia area, tenendo i collegamenti con i villaggi, svolto pattugliamenti quotidiani, spostandosi con i loro automezzi blindati, attrezzato basi avanzate per garantire maggiore sicurezza ai territori, contribuendo al miglioramento delle condizioni di vita soprattutto della popolazione anche grazie agli aiuti umanitari: cibo, medicinali, attrezzi per lavorare la terra, kit scolastici e tanto altro ancora che è stato donato anche dalle nostre sezioni.

    Sono stati duecentomila gli euro investiti nello sviluppo di progetti nelle aree del Gulistan e di Bakwa. I nostri militari hanno ricostruito una scuola femminile distrutta dai ribelli, hanno pavimentato la piazza e il bazar di un villaggio, restaurato una moschea e una clinica e costruito molti pozzi. La gente che era fuggita per paura dei talebani è tornata nei villaggi, sono stati riaperti i bazar e le scuole. La popolazione ha dimostrato riconoscenza per il lavoro svolto dagli alpini, un apprezzamento riconosciuto anche dalle autorità locali e dalle forze di sicurezza afgane.

    Pubblicato sul numero di marzo 2011 de L’Alpino.